di Andrea Maderna, 26/3/2009
Anteprima - Eyes On
Alieni e Wiimote
Finalmente un nuovo FPS "degno" su Nintendo Wii?
The Conduit è stato a lungo un oggetto misterioso, in difficile equilibrio fra la fama di uno sviluppatore apparentemente più interessato alla quantità che alla qualità e il mai sopito desiderio, da parte degli utenti, di vedere un bello sparatutto in prima persona su Wii. Un gioco con tutti i crismi e tutte le sue cosette al posto giusto, capace di sfruttare il meglio possibile l'hardware Nintendo e dare lustro a un genere che sulla console "col telecomando" potrebbe dire molto.
controllo totale
Lo schema di controllo approntato da High Voltage è abbastanza classico e si rifà a quanto visto fino a oggi nel genere. Con la levetta analogica si gestiscono gli spostamenti, mentre il sensore del Wiimote permette il controllo dell'inquadratura. A tutto questo si aggiungono poi i vari comandi classici, dall'ovvio grilletto per fare fuoco all'agitare il Nunchuck per lanciare bombe a mano. Quanto tutto questo funzioni a dovere non ci è dato saperlo (anche se il Producer del gioco sembrava destreggiarsi senza problemi), perché non ci hanno fatto mettere le mani sul controller, però ci ha favorevolmente colpiti l'alto livello di personalizzazione concesso all'utente. Al di là delle impostazioni predefinite, è infatti possibile decidere a quale tasto o quale movimento di Nunchuck e Wiimote assegnare ogni singola azione, adattando quindi completamente i comandi ai propri gusti. In un mondo ideale sarebbe la norma per tutti i giochi, e invece ci troviamo a stupirci per quanto fatto da High Voltage e a lodarli. Ma il livello d'intervento concesso all'utente va anche oltre, per esempio in ben sei diversi indicatori tramite i quali è possibile impostare la sensibilità degli input su vari fronti, dallo stick analogico ai sensori di movimento (osservandone gli effetti in tempo reale) e nell'opportunità di impostare la zona morta del puntatore, decidendo quanto sia ampia l'area all'esterno della quale il movimento del Wiimote interviene sulla telecamera. E non basta: si può addirittura impostare l'HUD a piacere, spostandone gli elementi in giro per lo schermo e stabilendone il livello di trasparenza! A qualcuno potranno sembrare dettagli, ma queste cose mostrano grande attenzione e rispetto per l'importanza dell'interfaccia fra gioco e giocatore.
guerra aliena
Chiaramente tutto questo conta poco se poi, sotto, non c'è il gioco. Ma la prima impressione è che The Conduit, sotto, abbia un gioco molto interessante. Trattasi di uno sparatutto in prima persona duro e puro, senza le contaminazioni di un Metroid, ma realizzato decisamente bene, con un impatto grafico davvero ottimo (specie se consideriamo la media della piattaforma su cui gira) e che pur non mostrando nulla di rivoluzionario sembra poter essere un prodotto solido e divertente.
The Conduit racconta di una Washington DC devastata da un'invasione aliena e di un protagonista agente segreto che si trova a dover fronteggiare improvvisamente umani rinnegati, terroristi e creature provenienti da altri mondi. Chiaramente sono i suoi i panni che vestiremo nel gioco, cercando di combattere l'assalto alieno, le cospirazioni umane e tutto ciò che vi passa in mezzo.
armi e bagagli
Numerose le armi inserite dagli sviluppatori, equamente divise fra umane e aliene (ogni nemico ucciso si lascia dietro una bocca da fuoco). Quasi tutte sono munite di fuoco secondario, che nel caso delle armi aliene può richiedere l'utilizzo di "mosse" col Wiimote per l'utilizzo. Non mancano comunque anche gadget particolari come una sfera che proietta un fascio energetico grazie al quale scovare elementi nascosti dello scenario o tradurre scritte in linguaggio alieno.
Il gioco era impostato sul livello di difficoltà più basso, ma comunque le sparatorie hanno messo in luce un'intelligenza artificiale abbastanza elaborata, con nemici che collaborano, cercano ripari e, soprattutto, inseguono il giocatore in maniera molto insistente. L'azione, comunque, sembra essere molto lineare, sia nello sviluppo globale, sia nelle singole battaglie, con per esempio davvero poca interazione con l'ambiente (quasi indistruttibile, al di là delle solite bombole di combustibile).
produzione di livello
Come detto, l'impatto visivo è più che buono, e mette in mostra un discreto lavoro sugli effetti speciali, con tecniche grafiche che purtroppo su Wii non si vedono esattamente applicate a tutti i giochi di terze parti. The Conduit, insomma, si lascia guardare con piacere, anche se non mostra soluzioni grafiche ardite o trovate di design fuori dagli schemi.
Il gioco nel complesso sembra essere poco più che un solido FPS dalla struttura abbastanza lineare, però molto curato nei dettagli e con qualche idea azzeccata in termini di armi e oggetti. Ci si limitasse anche solo a questo, sarebbe ben più di quanto il genere ci ha tristemente abituato ad attenderci su Wii. Ma c'è il potenziale per andare anche oltre. Quanto oltre, lo scopriremo entro l'estate prossima.