di Andrea Focacci, 16/11/2008
Recensione
In viaggio sulle cime bianche del mondo
Più avventura per la versione Wii di Shaun White.
Cool Boarders, 1080°, i primi SSX… una filosofia di intendere la neve e lo snowboard fatta di competizione, di attenzione per la velocità, di percorsi geniali e trovate ideate per lasciare a bocca aperta il giocatore a ogni discesa. Una filosofia che si è progressivamente dissolta per lasciare spazio all’esplorazione esasperata e alla ricerca della simulazione perfetta, sacrificando un’ideologia arcade forse antiquata ma sempre dannatamente divertente.
SNOWBOARD TELECOMANDATO
Shaun White Snowboarding: Road Trip tenta di pescare il jolly con un colpo al cerchio e uno alla botte, fortunatamente prendendo le distanze dalle sonnacchiose versioni Playstation 3 e Xbox 360 per dedicarsi a un approccio più avventuroso e compatto, evitando il free-roaming e, di conseguenza, la noiosa dispersività che avrebbe comportato aggirarsi senza meta all’interno di una vasta e desolata landa bianca. Quel che distingue questa versione per Wii è data indubbiamente dal poco usuale sistema di controllo scelto per l’occasione: lavorando esclusivamente di polso e ruotando a destra o a sinistra il telecomando della console si agisce sull’inclinazione del bacino sullo snowboard, gestendo quindi le “pieghe” della tavola sulla neve e relativi cambi di direzione. All’inizio non è facile dosare il giusto grado di rotazione, tanto che di frequente si finisce per mancare una rampa di salto di un soffio o, per contro, portare a termine una virata tanto brusca da arrestare quasi la propria corsa. Con un po’ di pratica e ricorrendo all’utilizzo del tasto B – che imprime una decisa decelerazione che permette cambi di direzione quasi di novanta gradi – è possibile affermare di come il controllo dello snowboard sia ampiamente soddisfacente.
ATTERRAGGI E FACCIATE
La valutazione, semmai, cambia in modo rilevante durante le fasi di salto – che s’innescano con un piccolo “colpo di frusta” del pad – durante le quali è richiesta grande coordinazione per portare a termine le immancabili trick del caso. È bene precisare come Ubisoft abbia ideato uno schema di esecuzione abbastanza intuitivo nel quale, secondo la direzione in cui è spostato il Wiimote, s’imprime la relativa rotazione – verticale oppure orizzontale – allo snowboard. La contemporanea pressione dei tasti A e/o B, inoltre, aggiunge quel tocco di spettacolarità addizionale che si traduce in prese o salti mortali più o meno complicati, a seconda del tempo con cui si decide di “indugiare” sull’evoluzione a scapito di un atterraggio meno sicuro.
Se già non è semplicissimo eseguire con precisione spaziale i vari movimenti richiesti dal controller, proprio la fase di atterraggio non è esente da critiche: il gioco vorrebbe punire i ritorni sulla neve con la tavola trasversale rispetto al terreno, tuttavia capita a volte di rimanere in piedi nonostante situazioni al limite o, per contro, finire a faccia in giù con eccessiva severità, anche perché non è sempre facile intuire la distanza che separa lo snowboard dal suolo.
SNOWBOARDER IN SALOTTO
L’alternativa è di abbinare una Balance Board al Wiimote – che in questo modo diventa anche un’arma di disturbo durante le gare in multiplayer per tirare palle di neve sugli avversari – utilizzando le caratteristiche di gestione del peso della periferica per compiere i movimenti tipici di un vero snowboarder, calcando il peso in avanti per acquistare velocità, indietro per agevolare gli spostamenti o ruotando rapidamente il bacino per modificare il baricentro compiendo evoluzioni e rapidi cambi di direzione. La soluzione è senza dubbio stuzzicante, ma non abbastanza da giustificare l’acquisto della periferica solo per il gioco in questione: è davvero difficile controllare con precisione i movimenti durante i passaggi più difficili e la cosa genera un po’ di frustrazione. È interessante anche il concetto di “cameramen” introdotto dal gioco, di fatto una sorta di giustificazione alla presenza di una telecamera costantemente alle spalle del personaggio principale: dal gruppo di amici che si andrà infittendo lungo il gioco è, infatti, possibile scegliere lo snowboarder titolare più un compagno che, oltre a registrarlo, donerà le proprie abilità speciali una volta caricata un’apposita barra energetica. Una soluzione meramente di facciata ma comunque interessante.
Se al gioco va dunque riconosciuto un certo impeto di originalità è però altrettanto doveroso costatare che Ubisoft si è anche persa lungo la strada che porta dalla cima ai piedi della montagna. In particolar modo rammarica vedere così poche gare competitive introdotte all’interno dell’avventura a favore di un eccessivo sbilanciamento verso la componente trick o quella “collezionabile” del gioco: che si tratti di raccogliere monete, corone o qualsiasi altro oggetto affine, Shaun White Snowboarding: Road Trip indugia forse troppo su questo aspetto e l’interesse generale finisce per risentirne. Tanto più che il design della maggior parte delle piste veleggia senza infamia e senza lode verso una semplice sufficienza, senza però lasciare il segno: per intenderci, sono lontani le velocità adrenaliniche e le discese irte di ostacoli che hanno caratterizzato titoli come 1080° Snowboarding o SSX.