di Stefano F. Brocchieri, 22/12/2009
Anteprima - Hands On
Di nuovo in sella
L’evoluzione della specie (a due ruote) secondo Milestone.
No, non si tratta di un errore di battitura, né di una "X" messa lì - come talvolta capita, scrivendo un articolo - perché "poi controllo, torno indietro e sostituisco". Milestone, infatti, dopo tre stagioni consecutive ha scelto di abbandonare la progressione numerica, e non si tratta solo di una scelta estetica: con il nuovo gioco ufficiale del Campionato Superbike, la storica software house milanese vuole rappresentare infatti un punto di rottura, a descrivere un gap con il recente passato che non sarebbe stato possibile quantificare limitandosi ad aumentare di un’unità il numero in fondo al nome del gioco. SBK X porta con sé un complesso di novità, miglioramenti e qualche cambio di direzione, ora frutto di una naturale spinta evolutiva, ora dell’ascolto delle richieste dell’utenza, che siamo stati invitati a scoprire direttamente in pista, impugnando un joypad di PlayStation 3 e Xbox 360.
UNA COMPETIZIONE TRUCCATA
SBK X si presenta innanzitutto più bello rispetto all’edizione 09. Modernamente più bello. Questa volta Milestone si è concentrata su tutta una serie di aspetti che sono diventati ormai patrimonio comune nel modo di intendere la grafica di un videogioco e che fanno parecchio la differenza in fatto di qualità visiva. La componente estetica del gioco è stata perciò concepita innanzitutto in termini puramente “fotografici”, ovvero cercando di accrescere la verosimiglianza di ciò che viene messo a video concentrandosi sull’illuminazione, la messa a fuoco e il dinamismo generale, ottenendo un impatto decisamente più vibrante rispetto alla resa un po’ piatta e smorta che caratterizzava gli episodi precedenti. Moto e piloti hanno poi chiaramente beneficiato di un fisiologico irrobustimento di poligoni e texture, che li aiutano ad avvicinarsi ulteriormente alle controparti reali, mentre lo scenario può contare ora su un cielo quattro volte più definito, che si presenta molto più “pieno” e credibile, e su alberi e pubblico finalmente in 3D, anche se tra le fila di quest’ultimo al momento si conta ancora qualche clone di troppo.
DUE RUOTE PER TUTTI I GUSTI
Superbike cambia concezione anche per quanto riguarda la modalità di gioco, presentando una vera e propria Carriera, in cui l’utente non prenderà il controllo di un pilota preesistente, ma sarà invitato a crearsi un personaggio da zero e ad assaporare le gioie e i dolori dell’ingaggio presso una scuderia. In queste vesti sarà dunque tenuto a rispettare i termini dell’accordo preso con la casa motociclistica, assicurando i risultati pattuiti, pena la necessità di cercarsi un nuovo datore di lavoro. L’idea di vivere più a tutto tondo la professione di pilota sarà amplificata dal nuovo HUB di opzioni dedicate alla Carriera, ispirato a Colin McRae: DiRT 2, che immergerà fisicamente il giocatore nel complesso di uffici, officine e altre strutture della sua scuderia, e sarà rimarcata da obblighi come quello di collaudare periodicamente i miglioramenti che gli ingegneri e i meccanici metteranno a punto sulle moto. La scalata verso i vertici si preannuncia inoltre più lunga e impegnativa del previsto, dato che questa volta saranno inclusi anche il Campionato Superstock e quello Supersport, e che anche una volta raggiunta la più prestigiosa Superbike non si potrà dare nulla per scontato, sentendosi magari arrivati, visto che in caso di fallimenti si “retrocederà” alla categoria precedente.
A CONTATTO CON L’ASFALTO
Le maggiori novità emerse una volta saliti sulla "due ruote" riguardano il reparto sospensioni, che ora prevede tutta una serie di trasferimenti di carico che in precedenza erano presi in considerazione in maniera appena marginale. La moto tende a spostarsi all’indietro durante le accelerazioni, in avanti in seguito alle frenate o ad assettarsi durante le pieghe con un range di sfumature sensibilmente più ampio rispetto alla passata edizione, che garantisce un controllo più spinto del mezzo e permette di gestirsi più fluidamente i piccoli spostamenti e di derapare più dolcemente. Un simile “aumento di dettaglio” ha riguardato anche il sistema di danni, ora pensato a “settori”, con la moto divisa idealmente in più aree sensibili, e che dunque riporta in maniera più accurata le effettive conseguenze dell’incidente subito.
Un’ultima, importante, implementazione inedita che influenza concretamente la guida è il cosiddetto “Evolving Track”. La pista non è un’entità cristallizzata, ma tende a cambiare, giro dopo giro: le passate delle moto sull’asfalto ne modificano progressivamente l’aderenza, si “gomma”, per usare il gergo motociclistico. Il che vuol dire che prendendo la traiettoria su una zona di tracciato più battuta si avrà più grip. Una variabile che si combinerà anche alle diverse condizioni climatiche: una pista inizialmente bagnata tenderà ad asciugarsi, passata dopo passata, caratterizzandosi per zone dal livello di aderenza piuttosto differenti tra di loro. Ma le cose si preannunciano ancora più sfumate, dato che nel gioco completo il manto stradale tenderà a gommarsi già a partire dalle sessioni di prova, portandone poi i segni durante la gara, senza contare i casi in cui nel week-end magari è venuta giù un po' di acqua e i fattori in gioco si mischieranno ulteriormente…
PER CHI HA SUPER HANG-ON NEL CUORE
In quel ventaglio di novità “troppo importanti e numerose per essere racchiuse in un aggiornamento annuale” un capitolo a parte lo merita sicuramente la rinnovata modalità Arcade, che non è più il frutto di una banale serie di sottrazioni dal modello di guida simulativo, ma ne vanta ora uno suo, creato da zero e pensato appositamente per un tipo di esperienza diversa. La parola d’ordine, chiaramente, è leggerezza, ma questo, come abbiamo potuto sperimentare sul campo, non si traduce in un totale impoverimento del sistema di guida, quanto piuttosto in una maggiore accessibilità associata a un taglio generale più sbarazzino e godereccio, che cela una sua profondità. Un’attenzione che si estenderà anche alle modalità di fruizione di questa seconda anima di Superbike, che potrà contare anche lei su una vera e propria Carriera, in cui sperimentare l’ebbrezza della vita da pilota senza doversi sobbarcare gli aspetti più pesanti di un simile percorso professionale o subire eccessive lungaggini per salire di categoria.