Il genere Action-GdR sta vivendo oggi un periodo piuttosto fortunato nonostante la mancanza di super-produzioni (lo stesso Space Siege ci è sembrato piuttosto “povero”) o di veri classici al pari di Diablo o di Dungeon Siege. Eppure titoli come Sacred, Titan Quest, Loki, Divine Divinity, Legend: Hand of God, Depths of Peril e King’s Bounty: The Legend (gioiellino semisconosciuto con combattimenti a turni) sono riusciti, chi più chi meno, a tenere in vita il genere con risultati di vendita spesso clamorosi (l’exploit del “piccolo” Sacred ha sorpreso un po’ tutti). I fan di questo valido erede di Diablo hanno però dovuto aspettare quattro anni per un vero e proprio sequel (Sacred Underworld era infatti un’espansione), ma Ascaron Entertainment non se ne è stata con le mani in mano e torna ora con Sacred 2: Fallen Angel, un gioco ancora più vasto, completo e “massiccio” del predecessore.
ALTER EGO PER TUTTI I GUSTI
Il mondo fantasy di Ancaria fa ancora da sfondo alle nostre avventure, ma gli avvenimenti del gioco riguardano una terribile guerra combattuta circa 2000 anni prima del periodo narrato in Sacred; scoppiato a causa dello sfruttamento della potente Energia-T, il conflitto vede fronteggiarsi gli umani e gli Alti Elfi, depositari di questa fonte energetica che, come in un’ipotetica guerra per il petrolio dei giorni nostri, rischia di travolgere l’intera Ancaria.
Uno spunto interessante attorno al quale gli sviluppatori hanno ricreato un’area di gioco vastissima (circa 70 km quadrati) e cinque nuove razze da impersonare, più una sesta (la Serafina) importata da Sacred non senza novità e cambiamenti e che, grazie alla sua doppia valenza come combattente nata e maga, rimane forse l’alter ego più completo, versatile e facile da utilizzare del gioco.
Gli altri cinque personaggi sono l’Alta Elfa (maga per eccellenza), la Driade (consigliata a chi predilige gli attacchi da lunga distanza), il Guardiano del Tempio (sorta di cyborg capace di sfruttare al meglio l’Energia-T),
il Guerriero Ombra
(l’equivalente di un tank undead di World of Warcraft) e l’Inquisitore, il personaggio più smaccatamente malvagio del gioco che può avvalersi dell’aiuto di creature morte. Ogni personaggio può contare su un “compagno” per il trasporto ottenibile a un certo punto dell’avventura che affianca il più classico cavallo e, per gli amanti della completezza, vanta quindici abilità (offensive, difensive, generali) sviluppabili al passaggio di ogni livello, le classiche statistiche del caso (Forza, Destrezza, Intelligenza e così via) e una serie di aggiunte per renderne ancora più vario il miglioramento e lo sviluppo.
QUANDO LE DIMENSIONI CONTANO
Scegliendo una divinità tra le sei disponibili, si ha a disposizione un particolare e potentissimo incantesimo che necessita però di una lunga durata per il caricamento, a meno di non pregare nel santuario corrispondente alla divinità per abbreviarne il tempo di ricarica. Inoltre un articolato sistema di rune, che possono essere scambiate con gli appositi Maestri nei villaggi, permette di potenziare le abilità e di sbloccarne di nuove, senza contare le combo, utili per realizzare una sequenza di abilità, e la modifica di alcune armi tramite particolari oggetti da inserire in un apposito slot.
Se a ciò aggiungiamo una quantità esorbitante di oggetti, armi, armature, pozioni, gioielli (e presto il nostro inventario ci sembrerà molto ristretto), si capisce come Sacred 2: Fallen Angel non scontenterà gli amanti della completezza e della personalizzazione, senza dimenticare che la diversità di ognuno dei sei personaggi e la presenza di due campagne in singolo (una della Luce, una dell’Ombra) influisce positivamente sulla longevità finale.
Le dimensioni del gioco sono insomma imponenti e il team tedesco ha fatto davvero il possibile per creare un mondo vivo e dinamico, con centinaia di quest da risolvere (tra primarie e secondarie), altrettanti personaggi non giocanti (alcuni dei quali ci accompagneranno per brevi tratti) e una notevole varietà di ambientazioni come era logico aspettarsi su una mappa di simili dimensioni.