Da quando Volition Games si è innamorata (si fa per dire) di Grand Theft Auto le sue fortune sono aumentate in modo significativo, grazie ai due capitoli di Saint's Row (un terzo è in arrivo) che hanno però fatto dimenticare agli occhi dei più giovani la serie Red Faction.
Eppure i due episodi del 2001 e del 2002 di questa saga ambientata su Marte hanno riscosso un buon successo di pubblico, anche se rivedere il ritorno di Red Faction dopo sette anni fa una strana impressione.
ALEC CONTRO TUTTI
Ambientato sempre su Marte nel 2128, quando il pianeta rosso è nelle mani del governo semidittatoriale della Earth Defence Force (EDF), Red Faction: Guerrilla
ci mette nei panni del minatore Alec Mason
, giunto sul pianeta per lavorare assieme al fratello nei molti siti minerari del pianeta. Alec si accorge da subito che la EDF sfrutta i lavoratori come schiavi e che il fratello fa parte di un gruppo rivoluzionario impegnato a combattere il potere governativo con atti di sabotaggio e resistenza armata.
Lo scenario, tipico della serie
(da sempre incentrata sullo scontro tra libertà e oppressione e tra resistenza e dittatura), coincide però con un approccio molto diverso rispetto al passato, anche se alla base di tutto c'è sempre il concetto di distruttibilità dell'ambiente che raggiunge in questo terzo episodio la sua massima espressione.
In Red Faction: Guerrilla il Geo-Mod 2.0, successore di quel Geo-Mod che tanto scalpore fece in Red Faction, permette infatti di devastare l'ambiente circostante in quasi la sua interezza; fin dall'inizio del gioco, armati solo di un enorme martello, possiamo abbattere recinzioni, mura, distruggere veicoli o pareti di un laboratorio e far crollare addirittura intere costruzioni. L'esperienza iniziale è davvero esaltante, non solo per l'effettiva libertà di fare a pezzi qualsiasi cosa ci capiti di fronte, ma anche per il modo in cui ciò avviene sfruttando proprio le routine fisiche del Geo-Mod 2.0. La parola d'ordine in Red Faction: Guerrilla è insomma "distruggere" e ciò può essere fatto nelle maniere più disparate e fantasiose.
LE MERAVIGLIE DEL GEO-MOD 2.0
Il martello è sempre una sicurezza, ma ci si accorge presto quanto sia ancor più divertente e spettacolare piazzare o lanciare mine a distanza su torri o cisterne e farle esplodere, contemplando possibilmente da lontano (i detriti possono fare molto male) la nostra opera demolitrice. Volendo, si può ricorrere anche ai veicoli più grossi (dei veri e propri autoarticolati) per sfondare le pareti di un edificio e travolgere tutto quello che vi è all'interno, senza dimenticare il lanciarazzi (acquistabile più in là nel gioco) e altre chicche che vi lasciamo scoprire da soli. Chi ha sempre sognato, fin dai tempi di Rampage, di demolire qualsiasi cosa con qualsiasi arma o mezzo ha finalmente trovato pane per i suoi denti; su questo versante infatti Red Faction: Guerrilla si spinge molto oltre Crysis, Battlefield: Bad Company e Fracture, segnando in tal senso (e molto di più rispetto a quanto visto allora in Red Faction) una nuova pietra di paragone per i futuri shooter.
Peccato solo che, a differenza di Fracture, Volition non abbia riservato la stessa attenzione alla modificazione del terreno, dando al giocatore la possibilità di scavare buche o di alzare barriere di terra, ma a parte questa piccola mancanza non possiamo che applaudire i risultati del Geo-Mod 2.0 e goderci almeno quindici/venti ore di sana distruzione marziana.