Red Faction: Guerrilla è soprattutto conosciuto per il motore fisico che permette di abbattere in maniera più o meno realistica tutti gli edifici e tutte le strutture presenti nel gioco. Ora immaginate questo delirio distruttivo in una mappa in cui si affrontano una quindicina di giocatori e avrete un'idea abbastanza chiara di quello che è la modalità multiplayer di questo nuovo sparatutto in terza persona targato Volition.
E noi, in occasione del recente evento stampa ospitato a Londra da THQ, in occasione del quale è stata presentata una
nuova puntata del diario di sviluppo,
abbiamo avuto la possibilità di provarla con mano.
Distruzione per tutti i gusti
Come tutti i multiplayer degni di questo nome, anche quello di Red Faction: Guerrilla offre numerose tipologie di gioco diverse e l'impressione è che fortunatamente Volition abbia dedicato molta attenzione a questo aspetto. I formati principali sono due: quello più classico vede i giocatori affrontarsi online fino a un massimo di 16 partecipanti, sia a squadre che tutti contro tutti. Tra le sei modalità disponibili troviamo i familiari Deathmatch, qui chiamato Anarchy, Catch The Flag e il più peculiare Damage Control, il cui obiettivo è prendere il controllo di alcune aree costruendo delle strutture con l'arma apposita e poi difendendole; ovviamente, nel caso gli avversari abbiano già occupato i punti di controllo con degli edifici, si può e deve procedere a raderli al suolo con le armi a propria disposizione.
L'altra modalità multiplayer è Wrecking Crew, nel quale un gruppo di quattro giocatori si aggireranno per la mappa con il solo obiettivo di distruggere quanto più possibile soddisfando le varie condizioni imposte dal gioco. In totale le mappe disponibili dovrebbero essere circa una ventina e riprendono le ambientazioni viste nella campagna per un giocatore, ma purtroppo non sono stati implementati i mezzi di trasporto, probabilmente per evitare di complicare ulteriormente il bilanciamento degli scontri tra giocatori umani.
Armati di tutto punto
L'equipaggiamento a disposizione dei giocatori è piuttosto vario e offre strumenti di offesa classici come il fucile a pompa e il lancia-missili, ma anche esemplari di armi più tipicamente marziane come il saldatore e le cariche esplosive da far saltare con l'apposito telecomando. Una delle nostre preferite è sicuramente la lancia-lame, veramente letale a lunga distanza, ma il suo lungo tempo di ricarica la rende poco adatta al combattimento a corta gittata. Purtroppo va notato che le lame non tagliano arti e quant'altro degli sventurati bersagli, che si "limitano" a morire rimanendo tutti d'un pezzo. Peccato!
Ogni giocatore porta anche sulle proprie spalle uno "zaino" dotato di proprietà speciali, come per esempio un effetto mimetico che rende semi-invisibili o un'ondata di energia che colpisce l'area circostante. Tutti gli effetti sono di durata limitata e consumano l'energia dello zaino che però si ricarica gradualmente se inutilizzato. Ogni volta che si rinasce dopo essere stati uccisi se ne ha in spalla un altro a caso, ma sparse per tutte le mappe ci sono delle specie di rastrelliere dove è possibile sostituire il proprio zaino con un altro.
Non si è mai al sicuro
La quasi totale "distruttibilità" degli ambienti di Red Faction: Guerrilla richiede un approccio diverso agli scontri a fuoco: sfruttare gli elementi circostanti per ripararsi è una pratica pressoché inutile visto che possono essere distrutti molto facilmente. Come se non bastasse, attraversare ponti e altre strutture sospese è sempre un rischio perché potrebbero essere abbattuti inaspettatamente in ogni momento. Questa sensazione costante di incertezza e insicurezza è decisamente gradita, soprattutto se consideriamo che gli scontri a fuoco in sé non sembrano particolarmente evoluti. Va però sottolineato come i controlli siano molto precisi e intuitivi anche alle primissime partite. Infine, come in molti altri sparatutto recenti, non manca la possibilità di sviluppare il proprio combattente. In Red Faction: Guerrilla è presente un sistema a livelli: alla fine di ogni incontro si riceveranno punti esperienza in base alla propria prestazione e si sbloccheranno abilità e altro con l'aumentare del proprio livello.
Anche se non ci è sembrato particolarmente raffinato, soprattutto per quanto riguarda gli scontri a fuoco, l'impressione è che il multiplayer di questo sparatutto offra un divertimento solido a cui contribuisce in maniera determinante l'alto tasso di distruzione e confusione che caratterizza le partite tra giocatori umani. Non sarà tecnico come Quake III Arena o tattico come Battlefield 1942, ma ve ne dimenticherete in fretta quando comincerete ad abbattere palazzi a destra e a manca.