Non c'è che dire, il nuovo capitolo di Prince of Persia brilla proprio in quanto a carisma e carattere. Pare un po' strano - e forse anche avventato - esordire con una frase come questa in sede di anteprima hands-on: eppure, dopo aver testato con mano il gioco presso gli studi parigini di Ubisoft, le sensazioni maturate sono senza dubbio queste. Atmosfera, feeling e gameplay riportano immediatamente alla mente gli esordi della serie, reinterpretati e riproposti oggi in maniera del tutto intrigante e studiata fin nel minimo dettaglio.
TEMPO DI PLATFORM
Se infatti gettando uno sguardo attento in termini di mera ispirazione e struttura di gioco, Prince of Persia può essere considerato piuttosto "convenzionale", è proprio al riguardo di stile e scelte di design che il titolo Ubisoft esprime il suo massimo potenziale: due fattori che si traducono poi a livello di gameplay e, più in generale, di esperienza ludica nel suo complesso.
Joypad alla mano, fin dalle primissime battute appare chiara la volontà di ripescare a piene mani dalla ricetta delle origini: ecco dunque che la componente principale della giocabilità torna a essere incentrata sulle fasi platform. I primi istanti di gioco sono in tal senso emblematici: una fuga esasperata da agguerriti soldati nemici diviene il classico tutorial attraverso il quale prendere confidenza con il sistema di controllo, intuitivo e semplice nelle meccaniche che lo governano esattamente come ogni vero platform richiede.
È pertanto un piacere constatare come tutto fili liscio e, in pochi istanti, si passi da veloci camminate sui muri a scivolate imperiose sulla roccia piuttosto che ad arrampicate selvagge senza il benché minimo sforzo.
Allo stesso modo, si impara gradualmente a conoscere la misteriosa compagna di fuga che ci troviamo subito accanto, nientemeno che l'avvenente e agile figlia di un re malvagio che non vuole saperne di lasciarla fuggire: Elika (questo il suo nome), rappresenta un tassello importante nell'economia di gioco, poiché è capace di modificare l'approccio al gameplay stesso, sia esso riferito alla componente platform sia, come vedremo più avanti, alle fasi di combattimento.
L'UNIONE FA LA FORZA
Elika sarà infatti la nostra inseparabile compagna di "salti ed arrampicate", grazie alla quale potremo mettere in atto manovre e proiezioni cooperative del tutto inedite: ecco dunque che, per esempio, nel superare baratri di ampiezza ragguardevole potremo contare sul suo aiuto, mentre per scalare impervie pareti saremo noi stessi a doverla trasportare in spalla. Un lavoro di squadra tutt'altro che banale, tanto nelle fasi platform quanto nei combattimenti.
Per quanto attiene a questi ultimi, è necessario puntualizzare come siano andati incontro a un restyling indubbiamente marcato, assumendo ruolo e dimensioni del tutto particolari (esattamente come era accaduto con Assassin's Creed): nella fattispecie, i combattimenti divengono elementi "unici" dal punto di vista dell'esperienza ludica, quali veri e propri scontri a sé stanti ancor più scenografici di quanto ci si sarebbe potuti attendere.
Dimentichiamoci pertanto nemici sparsi qua e là nello scenario, pronti per essere attaccati dalla nostra luccicante scimitarra: in accordo con l'essenza platform di questo nuovo capitolo della serie, essi rappresentano a conti fatti delle presenze "saltuarie" e, proprio per questo motivo, godono di sessioni di combattimento appositamente studiate. Ogniqualvolta incontreremo un nemico, ingaggeremo con lui un duello feroce e tutt'altro che "passeggero": avremo così a che fare con delle sorta di mini-boss da sconfiggere facendo buon uso delle tattiche di attacco cooperative.
Anche in tal caso difatti l'aiuto di Elika si dimostra essenziale ai fini della buona riuscita dello scontro, poiché semplici spadate piazzate casualmente non potranno rappresentare dei reali pericoli per il nemico. I combattimenti si basano infatti sulla relazione attacco-parata-contrattacco, da mettere a segno tramite combo differenti a seconda della pressione di tasti effettuata: ne derivano combo cooperative decisamente scenografiche e acrobatiche. Resta in ogni caso da rilevare una certa macchinosità nella gestione delle combo stesse che, unita all'effettiva possenza del nemico, rende i primi scontri non certo facili da interpretare: sensazioni che andranno ovviamente vagliate in futuro, dinanzi a un codice definitivo del gioco di Ubisoft.
ESPLORARE IN LIBERTÁ
Tornando all'impianto di gioco, rileviamo come esso strizzi l'occhio alla componente "free roaming" ormai convenzionale per le esperienze ludiche odierne incentrate sull'azione: la struttura di Prince of Persia si basa essenzialmente su una serie di aree, distribuite attorno a una zona principale, da esplorare liberamente a patto di aver prima sbloccato i necessari "poteri" per poterle raggiungere.
Raccogliendo particolari gemme sparse nell'ambiente di gioco - presenti solamente dopo averlo "purificato" dalla corruzione con l'aiuto dei poteri di Elika - potremo infatti prendere possesso di quattro differenti poteri (denominati poteri di "Ormazd") che ci doneranno abilità particolari da utilizzare in punti altrettanto peculiari, essenziali per scavalcare ostacoli altrimenti insormontabili (come nel caso per esempio dei "jump pad", già apprezzati nel nostro
incontro con il gioco alla Games Convention 2008 di Lipsia).
Si comprende dunque come, a seconda dell'ordine con cui vengono sbloccati i poteri, si aprano vie e scenari differenti, senza contare la possibilità di tornare sui propri passi ogniqualvolta lo si desideri: in questo senso, basterà aprire la mappa di gioco e segnare su di essa un punto preciso verso cui dirigersi, facendo poi riferimento ad Elika per trovare il percorso corretto per giungere a destinazione. Premendo il tasto Y, Elika provvederà infatti a rilasciare una magica scia luminosa che indicherà il percorso da seguire, tra crateri, pareti scoscese e piattaforme da superare.
SCELTE DI STILE
Chiudiamo infine il nostro hands-on su Prince of Persia con un applauso a Ubisoft per quanto concerne le scelte fatte in termini di design: al di là dello stile grafico rivisto in ottica cel-shading, è la stessa caratterizzazione dei personaggi a stupire sia a livello iconografico sia di personalità. Alla sfacciataggine del nostro alter-ego fa infatti da contraltare la presenza enigmatica di Elika, che origina una coppia, per quanto potuto apprezzare finora, indubbiamente particolare e carismatica.
Lo stesso impatto estetico, seppur non privo di sbavature dovute allo stadio di sviluppo non ancora ultimato, riesce a trasmettere sensazioni di novità che ben si integrano col cambio di rotta impresso al gamaplay di questo ultimo capitolo della serie.
Le impressioni globali sono dunque senza dubbio positive, tanto che non vediamo l'ora di spingerci oltre quanto potuto testare con mano fino a questo momento: appuntamento sulle pagine di Nextgame.it per i prossimi aggiornamenti di qui all'uscita del gioco!
Un gioco che prenderò di sicuro. Il design di questo episodio mi affascina, è il migliore degli episodi in questo senso. bello davvero! Speriamo solo che non sia ripetitivo nei combattimenti.