di Stefano Castelli, 9/7/2002
Recensione
Max Payne
La malavita gli ha portato via tutto quello che aveva e in cui credeva. Ora il poliziotto Max Payne è diventato una fredda macchina per uccidere, che fa della vendetta il suo unico credo di vita. Il violento e spettacolare sparatutto campione di incassi per PC arriva anche su Xbox, portando con sé il suo carico di sangue, piombo, cinismo e bullet-time.
Prima di tutto una lunga attesa per lo sviluppo del gioco, poi i record di vendita per l'edizione PC (campione alla cassa anche sul territorio italiano), quindi una conversione poco ispirata per PlayStation 2 e adesso la terza apparizione sulla nuova console di Microsoft: Max Payne continua il suo cammino sulle strade dei videogame. Sebbene si tratti basilarmente di uno sparatutto in terza persona piuttosto classico, Max Payne ha saputo rapire l'attenzione dei giocatori grazie al particolare uso di trovate cinematografiche che si inseriscono nell'azione per creare un'esperienza tutto sommato originale. Analizziamo in dettaglio la nuova incarnazione di questo successo.
DRAMMA DA PRIMA SERATA
Un poliziotto ligio e fedele alla causa, la malavita che decide di distruggergli la vita massacrando la sua famiglia, complotti, corruzione, droga. Gli ingredienti del tipico film del venerdì sera sono gli elementi alla base di Max Payne. Una trama decisamente banale (almeno come premesse) riesce comunque a trascinare con sé il giocatore lungo i tre capitoli del videogame, grazie anche alle splendide tavole a fumetti astutamente piazzate nel gioco per raccontare gli eventi (e ben accompagnate da un doppiaggio particolarmente ben riuscito). L'azione di Max Payne si snoda lungo ventiquattro livelli di sparatorie continue, solo raramente inframezzati (o meglio, integrati) con semplici enigmi e spunti di interazione con personaggi secondari. All'interno dei vasti livelli del gioco capiterà di imbattersi in numerose armi aggiuntive da utilizzare a proprio vantaggio (il gioco include più di una dozzina di armi differenti, comprese bombe incendiarie e fucili da cecchino con mirino telescopico). Le munizioni in dotazione a Max sono limitate, ma fortunatamente è possibile prelevare caricatori dai corpi dei nemici eliminati: inoltre, di tanto in tanto può capitare di imbattersi in medicinali curativi che ripristineranno parte dell'energia vitale di Max.
PUNTATE, MIRATE, FUOCO!
Max Payne è chiaramente nato per un controllo tramite mouse e tastiera (nella sua forma originaria per PC), risultando forse il più riuscito abbinamento di uno sparatutto in terza persona con lo schema di controlli tipico di uno sparatutto in soggettiva. Fortunatamente il genere si presta a un adattamento per joypad, una strada che gli sviluppatori hanno seguito con una certa competenza ottenendo risultati confortanti. Chiunque abbia giocato con Halo non farà fatica a notare delle chiare similitudini tra i due schemi di controllo: lo stick sinistro del joypad serve a spostare Max lungo i livelli, mentre il destro è usato per prendere la mira e guardarsi attorno. Il grilletto destro fa fede al suo nome e serve per aprire il fuoco con l'arma (o le armi) impugnata, mentre al sinistro è assegnata la gestione del bullet time, caratteristica basilare del gioco cui è dedicato il capitolo seguente di codesta recensione. Altri tasti di notevole importanza sono A, che serve per interagire col mondo circostante), B, da premere quando si vuole somministrare del sedativo a Max (con la funzione di un kit di pronto soccorso), Y utile per ricaricare l'arma corrente e infine X, necessario in quei casi in cui Max vuole spiccare qualche salto. Al pad digitale è affidata l'armeria di Max e può dunque essere usato per scorrere tra le varie armi trasportate onde scegliere la più adatta alla situazione corrente: da segnalare la presenza di un elegante piede di porco, utile in mancanza di munizioni e soprattutto per spaccare qualche elemento del paesaggio in cerca di oggetti bonus.
Per quanto riguarda la manovrabilità del personaggio e, soprattutto, la facilità nel prendere la mira, la versione Xbox di Max Payne riesce ad apparire adeguatamente comoda grazie a dei movimenti piuttosto precisi dello stick analogico e alla possibile di settare diverse impostazioni riguardo ai controlli: fermo restando che la precisione ottenibile dall'inossidabile coppia mouse+tastiera è tagliata comunque fuori da questa versione del gioco.
COME AL CINEMA
La caratteristica distintiva di Max Payne è comunque l'utilizzo estensivo del Bullet Time, la tecnica di ripresa che l'osannato Matrix ha reso famosa nei cinema. Precedentemente utilizzato con soli intenti visivi, il Bullet Time assurge in Max Payne al ruolo di elemento portante dell'azione stessa, piegandosi ai comandi del giocatore. Questo particolare effetto è utilizzabile nel gioco in due diverse modalità: innanzitutto, premendo il grilletto L si ottiene un immediato rallentamento dell'azione di gioco; durante questo "slow motion" il giocatore può continuare a muovere rapidamente il mirino, crivellando di colpi i nemici senza che questi possano avere il tempo di reagire. Questo effetto diventa ancora più utile nel secondo metodo di utilizzo del Bullet Time: premendo il pulsante L mentre si tiene lo stick sinistro in una qualsiasi direzione infatti Max si tufferà mentre il tempo dell'azione subirà un rallentamento. In tali condizioni Max risulta invulnerabile ai colpi nemici, divenendo particolarmente letale. L'attivazione del bullet time nel gioco è perfettamente accompagnata da un effetto visivo di blur e da una distorsione degli effetti sonori: il risultato finale denota una grande spettacolarità. La quantità di secondi che il giocatore può far trascorrere in Bullet Time è indicata tramite una piccola clessidra posta nella parte bassa dello schermo, che si decrementa a ogni utilizzo: eliminando i nemici è possibile ripristinarla, onde avere sempre a disposizione un po' di questo singolare "potere".
TRASFUSIONE DA PC
Sin dai tempi dei primi annunci di Xbox si ipotizzò che le conversioni di videogame originariamente sviluppati per PC fossero di facile esecuzione: Max Payne ne è una riprova, nel buono e nel cattivo senso. Il gioco propone una grafica molto fedele a quella dell'edizione originale per personal computer (pubblicata circa un anno fa), con una ricercata tendenza al fotorealismo (soprattutto per quel che riguarda le texture) e un taglio dell'azione particolarmente cinematografico, avvalorato dal buon uso di motion-blur e inquadrature di buona regia. Colpiscono positivamente la buona fluidità dell'azione, la profondità del campo visivo e la pulizia grafica delle immagini. L'hardware di Xbox deve aver sicuramente agevolato un porting così ben riuscito, tuttavia non si può fare a meno di lamentare il lato oscuro di tali operazioni di conversione: la non-ottimizzazione. Riproporre il gioco così com'era su PC, infatti, significa non sfruttare a fondo le capacità grafiche di Xbox, con conseguente delusione per chi si aspettava un gioco in grado di mostrare qualcosa in più di una buona fluidità e una manciata di texture ben definite. Di ottimo livello il sonoro, ben studiato relativamente alle diverse situazioni di gioco e avvalorato da un ottimo doppiaggio.
Parlando di giocabilità, una volta fatta amicizia col sistema di controllo (che inizialmente può risultare parecchio ostico), Max Payne si rivela godibile e ben sviluppato. Purtroppo lo schema di gioco particolarmente ripetitivo e la talvolta scontata struttura dei livelli (che tendono alcune volte a dilungarsi in situazioni simili fra loro) possono piantare un semino di noia nel videogiocatore. La longevità del gioco non è particolarmente elevata, sebbene i tre livelli di difficoltà e la modalità aggiuntiva a tempo possono mantenere vivo l'interesse per parecchie ore prima di far indirizzare Max Payne nel dimenticatoio. Peccato per l'assenza di modalità multiplayer o di una buona quantità di segreti da scoprire.
Tutto sommato, Max Payne su Xbox è uno sparatutto di prima qualità che merita di essere affontato da coloro che non hanno avuto modo di farlo in precedenza.