Dimentichiamoci per un momento dei recenti protagonisti "duri" del mondo dei videogame, accantoniamo Dante, Solid Snake e Gabe Logan e concentriamoci un po' sul protagonista di questo videogame: Max Payne. Duro, spietato, cinico. Un personaggio che sembra sfuggito dal più oscuro dei fumetti polizieschi noir per rifugiarsi nei chip dei PC di migliaia di utenti quando, lo scorso anno, l'omonimo videogame si presentò sul mercato focalizzando subito l'attenzione di pubblico e critica e facendo tirare un sospiro di sollievo a tutti i videogiocatori che ne hanno seguito il lunghissimo sviluppo sperando in un capolavoro. Dopo aver mietuto consensi nel mondo Windows (
qui trovate la recensione del gioco in versione PC), Max Payne punta le sue pistole verso la nera console Sony.
UN INFERNO CHIAMATO NEW YORK
La particolare struttura narrativa del gioco ci presenta Max Payne al termine della sua personale crociata contro il crimine, in cima a un grattacielo accerchiato dalle forze di Polizia. Per comprendere bene gli eventi che hanno condotto a tale precaria situazione è necessario tornare indietro di ben tre anni, al giorno della disgrazia che ha dato inizio a tutto: l'irruzione in casa Payne di alcuni tossicodipendenti che, in preda ad un raptus omicida apparentemente ingiustificato, massacrano la moglie e il neonato figlioletto del povero poliziotto.
E' un evento incredibilmente doloroso, che sconvolge la vita di Max Payne, rendendolo un feroce sicario in cerca di risposte e soprattutto di vendetta. Un pericoloso ammasso di tristezza, cinismo e rancore, dotato tra l'altro di un'ottima mira... Comincia così un flashback lungo tre anni che racconta le gesta di Max Payne: tutta la vicenda si traduce in uno sparatutto in terza persona dalla struttura piuttosto canonica, suddiviso in livelli (o meglio, in capitoli) e contornato da una serie di splendide illustrazioni a fumetti che svelano progressivamente la trama del gioco.
MASSIMO DOLORE
Basilarmente l'azione presente in Max Payne si può ricondurre a quella vista in giochi come
Syphon Filter o Duke Nukem: Time To Kill (per citare un titolo degli stessi 3D Realms co-produttori di Max Payne): il giocatore controlla Max Payne tramite una visuale in terza persona e lo conduce attraverso una serie di livelli tridimensionali, massacrando ogni nemico che capiti sotto tiro. L'intensa azione sparatutto è di tanto in tanto spezzata da sezioni in cui è necessario interagire con l'ambiente circostante o con qualche personaggio di contorno.
Max può correre, saltare, tuffarsi e ovviamente fare fuoco con un'ampia gamma di armi, alcune delle quali (come le pistole o le mitragliatrici UZI) sono utilizzabili in coppia. Il primo impatto coi controlli del gioco può essere molto negativo a causa dello schema di comandi adottato per il Dual Shock 2, molto simile a quello di
Quake III Revolution o
Red Faction. In particolare, prendere la mira è inizialmente ostico e richiede notevole pratica (che può cominciare a essere accumulata nell'apposita sezione di tutorial). In caso il giocatore ne sia provvisto è anche possibile collegare alla PlayStation 2 un mouse e una tastiera USB, onde ricreare lo stesso sistema di comandi disponibile su PC e godersi maggiormente il gioco.
Alcune funzioni facilitate, come un sistema di mira automatica e un pulsante per la selezione dell'arma più adatta alla situazione, sono state inserite nel gioco e rendono la vita del giocatore che utilizza il solo Dual Shock 2 decisamente più semplice (quasi all'eccesso, per quel che riguarda l'infallibile mira automatica, effettivamente un po' troppo precisa).
RAPITI DAL BULLET TIME
Chiunque sia appassionato di film fantascientifici o d'azione conoscerà sicuramente The Matrix, l'ormai classico lungometraggio fantastico caratterizzato, tra l'altro, dalla massiccia introduzione della tecnica di ripresa chiamata "bullet time", che permette in effetti di "dilatare" il tempo delle riprese per creare scene di indubbia spettacolarità.
Tale tecnica è alla base della caratteristica peculiare di Max Payne, l'elemento che lo contraddistingue da decine di altri sparatutto simili: in pratica il giocatore ha a sua disposizione una certa quantità di secondi (indicata da una piccola clessidra nella parte bassa dello schermo) durante i quali il tempo può venire rallentato allo scopo di ottimizzare le proprie azioni, compiendo spettacolari ed efficaci evoluzioni. Su schermo l'effetto è praticamente lo stesso del citato The Matrix o di tanti altri film d'azione (conoscete per caso John Woo?), con Max Payne che, magari effettuando una qualche acrobazia, riempie di piombo i nemici senza che questi possano realmente muovere un solo dito.