Un tempo, quando si citava il genere dei giochi di ruolo maggiormente votati all'azione - i cosiddetti "action GDR" - uno e pressoché uno solo era il titolo che balzava alla mente quale sinonimo e perfetta incarnazione di questa tipologia di videogame. Era Diablo, di Blizzard Entertainment.
Molta acqua è passata sotto i ponti da allora e in un giocatore minimamente esperto il pensiero rivolto verso il genere summenzionato non può ora prescindere da Dungeon Siege, titolo diventato poi una serie, nonché frutto dell'invenzione di Chris Taylor e dei suoi abili compagni di Gas Powered Games.
Questo team di sviluppo recentemente s'è tolto più di una soddisfazione in ambito strategico con il bellissimo
Supreme Commander e adesso è nuovamente al lavoro in ambito ruolistico per un'avventura che volta pagina rispetto ai canoni fantasy di Dungeon Siege (e di Diablo) e intende divenire, in un contesto fantascientifco, il vero erede spirituale di questa saga.
LA TERRA È DISTRUTTA E CON ESSA QUASI OGNI SPERANZA...
È questo quel che si desume fin dal titolo, dalla sua assonanza, ma lì si coglie anche il taglio netto col passato, uno scatto in avanti che ci proietta nello spazio profondo, nei dintorni dell'anno 2200, a brodo dell'astronave Armstrong.
La curiosità umana nell'esplorazione spaziale ha condotto a un contatto con una civiltà aliena: spietata e potente, essa ha portato morte e distruzione per l'umanità fino alle estreme conseguenze, fino alla totale distruzione del pianeta Terra! Negli ultimi tempi prima di questo tragico evento, si decide di evacuare un briciolo di popolazione umana attraverso cinque enormi navi spaziali, principio di una nuova colonizzazione. Feroci e implacabili gli alieni mettono in serissimo pericolo anche questo piano: non solo la Terra viene distrutta, ma anche quattro dei cinque vascelli colonali.
Sopravvive solo la Armstrong: attaccata e braccata essa rimane l'unica speranza prima della totale estinzione dell'umanità. La premessa, non certo originale bisogna ammetterlo, è però sufficientemente tragica e potente nelle sue spinte narrative da risultare una base adeguata alle meccaniche di gioco: esse si annunciano particolarmente variegate e pronte a mettere in campo decisioni importanti, in un contesto di grandi scelte epocali.
QUALE UMANITÀ SALVARE?
Protagonista del gioco è Seth Walker, ingegnere, esperto di robotica e suo malgrado combattente, caricato di una responsabilità incredibile: dalle scelte di Seth (e quindi nostre) dipende realmente il destino dell'umanità!
Ci troviamo in un contesto tecnologicamente molto avanzato (per intenderci nostro compagno nell'azione di gioco è il robot che s'intravede in alcune delle immagini qui a lato) e nella nostra lotta verremo a contatto con opportunità incredibili e importanti, tra cui quella di modificare il corpo di Seth con innesti cibernetici sempre più profondi.
I dilemmi derivanti da queste occasioni si faranno sempre più forti e stridenti nel corso del gioco e ci porrano questioni cruciali del tipo:
"che significa essere umani?";
"quale umanità va preservata?";
"ha senso salvare il genere umano se si sacrifica la propria umanità divenendo un robot?";
"è meglio prediligere la potenza tecnologica o conservare la propria identità debole, ma creativa, di essere umano?".