di Matteo Camisasca, 10/5/2008
Anteprima - Hands On
Ritorno sul campo di battaglia
Rosseggiano nuovamente dinanzi ai nostri gli occhi degli Helgast...
PlayStation Day 2008 è stato l'occasione per rivedere e riprovare in prima persona (brevemente) uno dei titoli più attesi dai possessori di PlayStation 3. Sì, si tratta di quello sparatutto dalla storyline fantascientifica che già si è espressa in due titoli diversi (su PlayStation 2 e PSP) e ora intende narrare, su PS3, il culmine della guerra fra umani ed Helgast, conducendo il conflitto nel cuore del pianeta natio di questi soldati alieni bardati di nero e dagli occhi di fuoco. L'incontro e la prova, va detto, non potevano tenersi in condizioni peggiori: tre sole postazioni dedicate a due "checkpoint" della campagna in single player, rinchiuse dentro a una sorta di gabbia/stanzino e prese letteralmente d'assalto (giustamente) dai convenuti all'evento. Anche sorvolando sulle questioni di "sicurezza" di un contesto simile, rimane una scelta incomprensibile, quando invece per presentare le ultime novità di EyeToy o anche il nuovo MotorStorm era tutto organizzato con l'agio e il respiro dovuto. Tant'è...
ASSALTO A KILLZONE 2, ASSALTO IN KILLZONE 2
La sequenza di gioco vista e provata parte all'aperto, ancora una volta in seguito a un atterraggio non proprio morbido, in un contesto più ampio rispetto a quello che avevamo visto e provato (con ben altra tranquillità) a Lipsia lo scorso agosto 2007. Siamo all'esterno di un complesso dai tratti industriali / militari fortemente presidiato dagli Helgast e l'azione provata appare lineare e "telefonata" (il lanciarazzi da raccogliere all'inizio per far saltare la prima linea di difesa; il soldato da curare; o anche i bidoni esplosivi posizionati un po' troppo "felicemente" nel successivo passaggio in interna...) anche se si intravedono le possibilità di un minimo di bivi e soluzioni alternative (elementi assicurati dagli sviluppatori) difficilmente riscontrabili in una sessione di gioco così limitata.
Quel che invece si prova subito a pelle è l'alta intensità di gioco - assaggio di quei momenti campali promessi da Guerrilla (e che in parte si riscontravano in certe fasi del primo Killzone) - un bombardamento di esplosioni, fuoco a raffica, mezzi volanti che solcano il cielo ed Helgast che sbucano ovunque che davvero danno la sensazione di essere la testa di ponte di un'invasione in corso.
Sensazioni importanti anche dal punto di vista grafico, dove l'impatto generale, i modelli dei soldati (volti in primis), le esplosioni e gli effetti di luce che filtra dall'esterno nelle fasi al chiuso rappresentano alcuni esempi dei punti di eccellenza di un quadro visivo davvero notevole. Un contesto, per quanto visto, in cui comunque non mancano problemi da limare, ma il gioco presentato era dichiaratamente e onestamente un codice "alfa", ovvero acerbo e ben lungi dall'essere spulciato da tutti i suoi "bug" e ripulito nei dettagli. Ciò detto abbiamo comunque la sensazione che anche Killzone 2 avrà il difetto che ormai appare tipico di molto giochi - anche importanti - di questa generazione di console: un risultato estetico eccellente, anche emozionante, nelle riprese "a distanza", ma con texture e particolari non all'altezza nelle inquadrature molto ravvicinate. Speriamo di essere smentiti, ma pressoché tutti i titoli PS3 presenti a PlayStation Day 2008 (il nuovo MotorStorm in primis) avevano, chi più chi meno, problemi di questo tipo.
INTERAZIONI ASSORTITE
Questo nuovo assaggio di Killzone 2 ha messo in scena anche un esempio di sfruttamento del pad Sixaxis: a un certo punto per procedere era necessario sbloccare un meccanismo controllato dalla classica valvola con maniglia in ferro circolare (avete presente le porte dei sottomarini? Ecco...). Per aprirla era necessario mimare il movimento dell'afferrarla (premendo insieme L1 e R1) e poi ruotarla in senso giusto con pad, quindi rilasciarla, riprenderla e ruotarla ancora fino a ottenere il risultato voluto.
Fra le interazioni di gioco figurano anche la già citata cura dei compagni e la possibilità (non libera, ma scriptata nell'esempio visto) di farsi aiutare da un compagno che fa "scaletta" per salire un ostacolo troppo alto: interessante notare una piccola chicca, ovvero che una volta saliti e aiutato a nostra volta il compagno a seguirci (tendendogli una mano), se ci si ributta di sotto il compagno farà lo stesso con noi porgendoci dall'alto il braccio per risalire nello stesso punto, ma in modo diverso.
Fra le conferme emerse in questa breve prova troviamo anche il carattere piuttosto "tattico" del gameplay in quanto ad arsenale, potendo portare con noi, oltre alla semplice pistola, solo un'altra arma e le granate: raccogliere armi diverse dal campo di battaglia e sperimentarle diviene dunque un imperativo categorico, che promette di rendere il gioco più vario negli approcci e meno scontato. Fondamentale sarà poi il sistema di coperture e l'attenzione al fatto che mente si corre non si può sparare: due aspetti che nella concitazione della prova londinese abbiamo ben sperimentato sulla nostra pelle venendo falciati brutalmente dai nemici.
ROSSO (HELGAST) DI SERA BEL TEMPO SI SPERA
Nonostante la lunghissima gestazione, la falsa partenza del video di gameplay "farlocco" durante quel memorabile E3, e nonostante la concorrenza che nel frattempo ha calato assi come Gears of War, Crysis e Call of Duty 4, Killzone 2 appare promettente come e più di sempre, nella speranza, però, che la data di febbraio 2009 non venga disattesa e che spettacolarità, regia cinematografica e intensità si esprimano davvero al massimo delle capacità di Guerrilla, in un ambiente di gioco il più rifinito e curato possibile. Certo di qui ad allora Gears of War 2 e Call of Duty 5 saranno già usciti, ma personalmente siamo fiduciosi e riteniamo che Guerrilla possa (e debba, per il bene di PlayStation 3) fare il meglio del meglio.