di Simone Soletta, 18/7/2007
Anteprima - Eyes On
Lo sparatutto incontra il gioco di ruolo
L'eredità di Diablo attraversa i generi.
Non solo Hack'n Slash. Questo potrebbe essere il sottotitolo ideale per Hellgate: London, il gioco di ruolo votato all'azione sviluppato da Flagship Studios. In realtà, il nostro primo approccio con questo titolo, presentato allo stand di Electronic Arts all'E3 2007, ci ha un po' spiazzati viste le dinamiche tipiche da FPS, ma – come abbiamo avuto modo di scoprire in seguito – "sotto" a Hellgate: London c'è molto di più, differenze davvero radicali che, pur non allontanandolo dall'azione, rendono il gioco davvero interpretabile.
UNIRE CLASSI, SKILL E SPARATUTTO
Sono le sei classi ideate da Flagship Studios per il gioco a renderlo "diverso", anche più delle classiche caratteristiche da gioco di ruolo che si celano dietro all'interfaccia da FPS. Il nostro alter-ego può infatti utilizzare solo tre armi, ma il suo inventario è di quelli tipici da GDR, una moltitudine di slot da riempire a piacimento con gli oltre cento strumenti d'offesa ideati dal team di sviluppo. Non solo, pistole, fucili e simili possono anche essere variati sfruttando appositi slot nei quali potremo installare particolari potenziamenti che, essendo "standard", possono essere agevolmente trasportati da un'arma all'altra senza perdere le loro peculiarità.
Si diceva delle classi: ebbene, è proprio la grande differenziazione tra queste a rendere Hellgate: London particolarmente vario e interpretabile, senza contare il potenziale di rigiocabilità. Si va dai personaggi più classici, completamente votati al combattimento più violento, fino a impostazioni dedicate agli attacchi all'arma bianca, potenti roteatori di spade capaci di aprirsi la strada tra le moltitudini nemiche con devastanti attacchi a corto raggio.
Durante la demo a cui abbiamo assistito, però, grande enfasi è stata posta soprattutto sul Summoner, una classe che si differenzia dalle altre grazie alla possibilità di creare dei "Pet" che ci aiuteranno in battaglia. Il Summoner affronta le battaglie di Hellgate: London in posizione più defilata, quasi da "regista arretrato", inviando all'attacco i suoi Pet e colpendo a sua volta tenendosi a distanza di sicurezza. Il Summoner può ripristinare la sua salute assorbendo energia dai cadaveri dei nemici e analogamente può cedere parte della sua salute ai Pet per mantenerli sempre in efficienza.
COME TI GESTISCO IL PERSONAGGIO
Naturalmente, ogni classe può contare su un sistema di skill abbastanza sviluppato, un albero di abilità nel quale andremo a spendere i punti esperienza guadagnati sul campo: per esempio, il Summoner potrà aumentare la sua efficienza nel generare e curare i Pet. La differenza tra le classi ha suggerito a Flagship Studios di impostare anche il motore grafico in modo da seguirne le inclinazioni: se è indubbio che l'inquadratura in prima persona è perfetta per le classi più battagliere, quelle che preferiscono l'attacco diretto con le armi, così non è nel caso dei personaggi che prediligono le spade oppure per lo stesso Summoner. Il gioco permette quindi di passare in ogni momento dalla visuale in prima persona a una più strategica inquadratura distaccata, in terza persona, che permette soprattutto agli spadaccini di orientarsi meglio e di portare con più precisione gli attacchi.
E di attacchi in Hellgate: London ne incontreremo parecchi: il team di sviluppo sembra aver puntato più sulla quantità dei nemici che sulla loro qualità, al punto che il nostro ospite ci ha confidato, durante la demo, che il lavoro sull'IA non è stato incentrato più di tanto sull'abilità di interpretare gli scontri e di imparare dai movimenti del giocatore, ma piuttosto sono stati realizzati pattern più semplici ma più vari da applicare ai vari nemici che incontreremo per introdurre costantemente elementi di novità al gioco.
TECNICAMENTE... COREANO
Hellgate: London si muoveva con grande efficacia sulla configurazione – supponiamo molto potente – presente in fiera, ma tutto sommato quanto abbiamo visto sullo schermo non ci ha fatto gridare al miracolo. Detto che il gioco è ancora in fase di beta e che a livello di effetti molto può essere ancora fatto, la sensazione è che le strutture (soprattutto) e i nemici (in misura minore) avrebbero potuto contare su una maggiore cura realizzativa. È il dettaglio generale a sembrare "povero", sebbene Hellgate: London, a dire la verità, non manchi di un suo particolarissimo stile.
A quanto pare, però, il gioco è stato mantenuto "leggero" per adattarlo a un gran numero di configurazioni diverse: il genere dei giochi di ruolo d'azione è molto famoso nei territori dell'sud est asiatico, in particolare in Corea, e Flagship Studios ha voluto fare in modo che anche quel vastissimo mercato, composto in generale da configurazioni non esattamente all'avanguardia, potesse giocare al meglio Hellgate: London. A tal proposito sono stati realizzati anche modelli alternativi per personaggi e nemici, costruiti su un numero di poligoni molto limitato, e supponiamo che anche le strutture dei livelli siano state costruite con un occhio di riguardo verso chi non può contare su un PC "monstre".
Infine, due-parole-due sull'immancabile modalità online: il team di sviluppo intende creare una sorta di MMO da combattimento nel quale i giocatori possano impegnarsi in battaglie vaste e impegnative. Ma questo è tutto quanto ci è stato detto in proposito, quindi dovremo attendere un'ulteriore "prova sul campo" per analizzare le potenzialità di questa idea.