Negli ultimi mesi abbiamo posato gli occhi e le mani più volte sui due fondamentali titoli calcistici attesi per il prossimo autunno, sfiorandone con leggerezza le meccaniche e approfondendo soprattutto l'aspetto teorico, fatto di promesse, potenzialità, novità tattiche e pomposi comunicati stampa. Se però c'è una singola differenza in positivo fra la Gamescom e l'E3 di due mesi fa, è proprio la presenza massiccia di FIFA 10 e PES 2010, entrambi giocabili in praticamente tutte le versioni (non a caso a PES 2010 Wii dedicheremo un altro articolo).
fluidità analogica
Numerosi sono gli aspetti di FIFA 10 che colpiscono nell'arco di qualche partita. Sicuramente l'impatto grafico è quello che solletica per primo occhi e mente, ma basta davvero poco per lasciarsi rapire dai tanti, piccoli e grandi cambiamenti in positivo assaporabili già in questa versione tutt'altro che completa. Subito saltano all'occhio la grande fluidità dei movimenti, la bellezza di certe animazioni, la maniera realistica con cui vengono visualizzati i contrasti fra calciatori, siano essi con palla a terra o nella lotta per conquistare la sfera in volo.
La nuova possibilità di indirizzare il calciatore realmente su direzioni a 360 gradi sembra inizialmente poco più che una trovata di marketing, ma sulla distanza è facile accorgersi di quanto vada a influenzare il controllo nello stretto, la puntualità degli interventi difensivi (impreziositi anche da un nuovo set di animazioni dedicate a chi sta coprendo sul portatore di palla) e i già citati contrasti fisici.
intelligenza artificiale e non
Nel corso del test siamo riusciti ad affrontare avversari virtuali e "allenatori" in carne e ossa. Tutti tedeschi, tutti sconfitti. A dirla tutta, l'unico avversario ad averci messi sotto è stata l'intelligenza artificiale, nell'occasione in cui l'abbiamo affrontata a un livello superiore al medio e siamo finiti sconfitti ai rigori (con tanto di cucchiaio irridente).
La sfida offerta è buona, anche se vanno messe in conto le condizioni non ideali, vuoi per i comandi non impostati secondo le nostre preferenze, vuoi per l'esigenza di sacrificare il bel gioco nel tentativo di osservare al meglio le novità.
Le routine che regolano il movimento degli uomini senza palla, già molto buone un anno fa, appaiono ulteriormente migliorate, in particolare negli ambiti che lasciavano più a desiderare. I difensori coprono bene gli spazi e intervengono meglio sulle palle vaganti, mentre i compagni che stanno ricevendo un passaggio, come promesso, si producono in una serie di movimenti finalizzati a una miglior ricezione.
movenze felpate
In termini di resa visiva, poi, va segnalato un ulteriore incremento delle animazioni che rendono lo spettacolo sempre migliore. Sembra poi più curata la gestione delle differenze fisiche fra i calciatori, influenti soprattutto sull'esito dei contrasti fisici, che davvero ci sono parsi fra gli aspetti più convincenti del gioco. Ottima, poi, la simulazione del movimento della palla, con tiri e bordate "assassine" che non sembrava possibile effettuare in FIFA 09. Niente più effetto Super Tele, insomma. E se migliora la gestione della palla, di pari passo deve migliorare quella dei portieri, che appaiono decisamente reattivi e pronti all'uscita, anche se forse un po' troppo facilmente "uccellabili" con morbidi tocchi sotto.
Complessivamente, comunque, l'esperienza ricavata da FIFA 10 ci ha riempiti d'entusiasmo e ci fa ben sperare per quello che sembra poter essere un ulteriore e riuscitissimo passo avanti nell'ambito del calcio simulato. E PES?
ritorno alla realtà
Da un certo punto di vista spiace metterla sul piano del paragone a tutti i costi, ma è chiaro che la presenza in gran forze di entrambi i giochi spinge inevitabilmente al confronto. Spiace soprattutto perché PES 2010 è sicuramente un buon gioco, divertente e ricco di potenziale, specie se pensiamo a quanto potranno offrire sulla distanza le interessanti novità sul piano tattico (da noi approfondite in una
recente anteprima). Allo stesso tempo, però, è impossibile rimanere indifferenti di fronte alle forte sensazioni che il passaggio dall'uno all'altro gioco lascia addosso.
L'impatto grafico, ovvio, è la prima cosa a colpire, purtroppo in negativo. Se da un lato il lavoro svolto da Konami sul dettaglio dei singoli calciatori rimane encomiabile, dall'altro le inquadrature più lontane (che sono poi quelle usate dalla maggior parte dei giocatori) non offrono un'impressione anche solo lontanamente in grado di competere con FIFA 10.
serie b?
Al di là del dettaglio, degli effetti grafici, delle scelte stilistiche, è proprio l'impatto generale che lascia perplessi, vuoi per un ritmo di gioco che sembra ancora una volta tendere troppo alla velocità esagerata, vuoi per l'impressione di un sistema eccessivamente meccanico, legnoso, impacciato. All'armonia di movimenti offerta dal titolo EA, Konami oppone trame di gioco frenetiche, impegnative e anche soddisfacenti, ma lontane da quel "rilassato tatticismo" che tanto ha convinto negli ultimi episodi della serie FIFA. E in più emergono i difetti, con un movimento senza palla dei compagni sicuramente migliorato, ma che ancora non sembra in grado di convincere in tutte le situazioni, e in generale l'impressione di una certa farraginosità nelle meccaniche di controllo, con un uso un po' eccessivo di inerzia e automatismi.
È paradossale, perché si muovono a PES le accuse che qualche anno fa si muovevano a FIFA, ma l'impressione è proprio quella. Il Barcelona di PES 2010 e quello di FIFA 10 paiono esibirsi in due discipline estremamente diverse e quella proposta da Konami, nonostante gli sforzi degli sviluppatori, non ci sta convincendo.
passi avanti
Sia comunque chiaro che gli sforzi ci sono e si vedono tutti. E del resto non scherziamo quando diciamo che in fondo è un peccato mettere a confronto i due giochi, perché le qualità di PES 2010, che pure vengono oscurate dal concorrente, ci sono e regalano spunti non banali. Del sistema tattico si è già detto, così come del dettaglio estetico sui calciatori. Ma non vanno dimenticati un ulteriore raffinamento della già pregiatissima gestione fisica del pallone e la più che buona intelligenza artificiale dei portieri, davvero reattivi su tiri di tutti i tipi, senza però apparire mai come eccessivamente imbattibili. Anzi, spesso gli estremi difensori sono costretti a ripararsi in deviazioni sul fondo molto realistiche e convincenti.
Complessivamente, comunque, PES sembra confermarsi come un buon gioco, oltre a poter offrire una serie di novità dal bel potenziale, che però potranno offrire il meglio solo se e quando saranno sottoposte a test più approfonditi. I fan della saga che non l'hanno abbandonata anche nei momenti più bui e che non si sono ancora fatti convincere da FIFA, comunque, hanno buone probabilità di ritrovarsi soddisfatti anche da questo nuovo episodio. Per tutti gli altri, però, FIFA 10 sembra davvero poter rappresentare qualcosa di più.
1) "vuoi per l'impressione di un sistema eccessivamente meccanico, legnoso, impacciato".
Mi sono trovato troppe volte in Fifa a chiedermi come mai un giocatore di una nazionale avesse più difficoltà di me a stoppare un pallone o cambiare direzione. Troppo lenti nei movimenti soprattutto nel breve.
2) "Niente più effetto Super Tele", a me sembra sconcertante come l'anno scorso soprattutto nei cambi di campo dove la palla galleggia per talmente tanto tempo in aria che quando arriva ... il giocatore non è più solo. Invece sembra migliorata la gestione della fisica della palla quando si usa lo stick destro. Non c'è più l'effetto elastico tra la palla e i piedi e quindi credo non si riuscirà più tanto facilmente a passare in velocità tra 2 persone con un semplice tocco di stick.
Certo, Fifa 10 con la fisica della palla e i volti di Pes 2010 sarebbe il top ma poi che ci mettono nell'11?