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Father & Son (VARI)
Forum
In breve Father & Son

Come può inserirsi il videogioco nel rapporto tra genitori e figli? Ce lo raccontano un padre, noto sul nostro forum come DoctorGeo, e un giovane ragazzo, MiniGeo, attraverso esperienze vissute insieme a partire da quel giorno in cui il Dottore, il giocatore "grande", provò a ricollegare una vecchia console a un televisore...

Father & Son

 
Father & Son (VARI)
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In breve Father & Son
Come può inserirsi il videogioco nel rapporto tra genitori e figli? Ce lo raccontano un padre, noto sul nostro forum come DoctorGeo, e un giovane ragazzo, MiniGeo, attraverso esperienze vissute insieme a partire da quel giorno in cui il Dottore, il giocatore "grande", provò a ricollegare una vecchia console a un televisore...

di DoctorGeo & MiniGeo, 5/2/2010 
Editoriale

Vacanze e Videogames

De "l’impossibilità di stare lontano dai videogiochi".

Ah, agognate, sudate, sognate vacanze. La parola d’ordine è “STACCARE!”, staccare la spina, staccarsi dalle abitudini della vita quotidiana, del lavoro e fare tutto ciò che non si fa a casa e non far nulla di quello che si fa a casa. Tutto diverso, esperienze nuove. Anche gli hobby cittadini solitamente vengono lasciati in casa, per dedicarsi ad altro. Ma quando un passatempo è di fondamentale importanza per il proprio equilibrio psicofisico, fa bene alla salute, non sporca e non puzza, anche in vacanza non se ne può fare a meno.
Da questo semplice concetto, è nata in casa Geo la “borsa dei videogame da vacanza” . Oltre alle solite valigie e borsoni, nel nostro abitacolo (MAI nel baule), c’è sempre stato lo spazio dedicato a una borsa di medio-grandi dimensioni piena di console, giochi, cavi, accessori vari, guide (non si sa mai), riviste di videogiochi arretrate causa scarsità di tempo casalingo per la loro lettura approfondita. Un anno per sicurezza ci siamo portati su anche un 19 pollici, dato che in albergo scarseggiavano le TV con la scart.
Ovviamente, oramai, nei due alberghi di mare e montagna che frequentiamo da una diecina di anni, sanno bene del nostro “vizio” e predispongono una TV adeguata in camera, oltre a un paio di serate di tornei con i bambini/ragazzi di altri alberghi che frequentano le medesime località, nel nostro stesso periodo canonico.
La partenza quindi è sempre preceduta dalla scelta dei giochi, cosa importantissima, dato che il massimo del divertimento è avere lo stesso gioco da fare per la console portatile predefinita, in modo da andare avanti di pari passo consigliandoci vicendevolmente, e parimenti un gioco per console da TV da fare alternandoci al pad, possibilmente di esplorazione.

COZZE O FUNGHI?

Il bello di tutto questo è che - nonostante la strutturazione videogamistica delle vacanze al mare ed in montagna sia totalmente diversa - abbiamo integrato perfettamente in entrambe lo spazio per videogiocare rendendole, nonostante siano scandite da tempi completamente diversi, vere e proprie videovacanze.
La differenza fondamentale è che al mare, vicino a Cervia, siamo costantemente attorniati da amici videogiocatori, giorno e notte 24/24, mentre in montagna (Asiago) siamo molto più indipendenti, causa proprio il minore affollamento del febbraio montano rispetto al luglio marittimo.
La scelta dei giochi marini è molto più incentrata sulle console portatili, dato che ovviamente si portano in spiaggia, zona off-limit per quelle da TV.
DS e PSP dominano e la scelta tende molto verso i giochi in multiplayer, data la quantità di videoamici presenti, mentre per i giochi montani si da risalto a entrambe le tipologie di console dato che per la maggior parte del videotempo disponibile giochiamo noi due soli e abbiamo molto più tempo per starcene in stanza.
Entrambe le situazioni sono molto belle e gratificanti, quella d’altura perché la consideriamo la “nostra” vacanza dato che stiamo enormemente più in pace essendovi molta meno gente, quella acquatica è più multi e permette il risalto di quella complicità che c’è sempre stata tra noi, come per esempio io che mi mantenevo a tiro di sguardo mentre il Mini piccolo contrattava scambi di card, e gli facevo cenno di sì o di no dipendentemente dalla mia valutazione dell’affare, insomma, tipo il consigliere seminascosto nell’ombra che si vede nelle aste (nei film) e che fa i cenni a chi deve lanciare le offerte.

TUTTI AL MARE

La partenza per il mare avviene il venerdì mattina, il primo dopo il 15 di Luglio. Il giovedì sera si prepara la sacra borsa dei giochi, con riflessioni, commenti, suggerimenti, in modo da scegliere quelli più appetibili. In questo caso la console da TV si prende solo se è appena uscito un gioco irrinunciabile, ma generalmente se ne fa a meno perché le giornate sono sempre molto piene e si va a letto costantemente dopo mezzanotte. Qui, si diceva, dominano DS e PSP, senza disdegnare eventuali giochi per il Game Boy che ciclicamente si rifanno, tipo Pokémon, Castlevania, Metroid, Ace Attorney, Mario e Luigi, con anche il meraviglioso Metroid 2 per il primo GB, uno dei giochi più belli, cupi ed angoscianti che abbia mai fatto. Una volta in vacanza il MiniGeo è immediatamente monopolizzato dagli storici amici del mare, lanciato da subito in epiche partite in multi con giochi di calcio e quant’altro di immaginabile, alternate a partite a Yugi o Pokémon. In spiaggia oramai non lo vedo più, perché è sempre al bar circondato da capannelli di ragazzi. Fu proprio al mare che un gruppo di dodicenni ci insegnò ad usare quelle diavolerie per i trucchi o per caricare Pokémon altrimenti introvabili, come il mitico Celebi. Gaudio e gioia? Una tristezza infinita quando vidi che possedeva la allora a me sconosciuta mossa “Ultimocanto”. In tre turni l’avversario schiatta, ma anche tu. Mamma che tristezza. Mentre lui gioca con un esercito di mocciosi, io e la mia metà siamo sotto l’ombrellone o seduti ai tavolini dell’albergo con la console del momento che parimenti giochiamo, sotto gli sguardi perplessi degli altri clienti, la cui età media è tale da far supporre che per i primi alberi di Natale che hanno fatto sono stati costretti a usare piante di felce, dato che le Pinaceae non erano ancora comparse sul pianeta.
Al mare abbiamo insegnato, imparato e collaborato. Il confronto con gli altri è essenziale. Lì mi fecero conoscere Metroid, per esempio, che poi diventò una delle mie pietre miliari, sempre lì il Mini stupì tutti qualche anno fa, giocando al terzo Ace Attorney, non ancora uscito in Italia, in inglese, e potete immaginare in un siffatto gioco quanto sia importante conoscerlo bene. Merito mio (e me lo prendo tutto), perché fin da quando aveva 5 anni gli ho sempre preso i giochi in inglese, Pokémon su tutti, e se mai li voleva fare doveva impararlo. Tutto questo lo ha portato a risultati lusinghieri che si sono ripercossi con grandissima positività sui suoi voti scolastici. Memorabile fu in quarta elementare quando la Maestra chiese se qualcuno sapesse in inglese la differenza tra tuono e fulmine.
Commenti Father & Son
  • 5 febbraio 2010, 12:11
    Commento di thedarkjld

    thedarkjld
    Per ora ho visto solo le foto e già adoro sto editoriale!:felix::nworthy:

  • 5 febbraio 2010, 16:06
    Commento di DoctorGeo

    DoctorGeo
    E' tutto verissimo, tra l'altro stiamo scrivendo da un internet point da zona Asiago, e vi riporteremo le videoassurdità che ci sono capitate in questa settimana.

  • 5 febbraio 2010, 17:02
    Commento di thedarkjld

    thedarkjld
    Mi autoquoto! FANTASTICO CM SEMPRE!

  • 5 febbraio 2010, 22:45
    Commento di Stefano Castelli

    Stefano Castelli
    Quando mi raccontò che il Mini andava a rimorchiare le ragazzine in spiaggia dicendo "Vuoi vedere la mia collezione di Pokémon?" sono sbottato a ridere per 20 minuti. :D

  • 6 febbraio 2010, 00:37
    Commento di chrono

    chrono
    Voi siete fuori... il passaggio Thunder/Thuderbolt è stupendo. Mitici. :)

  • 6 febbraio 2010, 09:14
    Commento di MiniGeo

    MiniGeo
    Stefano Castelli ha scritto:
    Quando mi raccontò che il Mini andava a rimorchiare le ragazzine in spiaggia dicendo "Vuoi vedere la mia collezione di Pokémon?" sono sbottato a ridere per 20 minuti. :D
     E' che non avevo la classica collezione da rimorchio di stampe cinesi..........

  • 6 febbraio 2010, 14:29
    Commento di _MoRbO_

    _MoRbO_
    Doc ma il DS rosa è della tua metà o il tuo :X

    Fantastici !
    A Lucca 2008 c'ero anche io ma non ho avuto il piacere di conoscervi :(
    sarà per il 2010

  • 6 febbraio 2010, 18:56
    Commento di DoctorGeo

    DoctorGeo
    Il mio è NERO.

(13 messaggi)
Screenshot Father & Son
  • La stanza della vacanza montana (qui direi nel 2002) è tutti gli anni sempre quella. TV piccola ma grandi emozioni con console vecchie e nuove. - Father & Son
    La stanza della vacanza montana (qui direi nel 2002) è tutti gli anni sempre quella. TV piccola ma grandi emozioni con console vecchie e nuove.
  • Al mare invece dominano le console da spiaggia e i multiplayer selvaggi. - Father & Son
    Al mare invece dominano le console da spiaggia e i multiplayer selvaggi.
  • Grande impegno montano, qualche anno dopo, stessa stanza stessa passione. - Father & Son
    Grande impegno montano, qualche anno dopo, stessa stanza stessa passione.
  • Di nuovo mare, discussioni sulle regole delle battaglie in multi. - Father & Son
    Di nuovo mare, discussioni sulle regole delle battaglie in multi.
  • Nonostante l'allegria che infondono le console alle spalle, quando si passa alle figurine e ad un mazzetto di bustine scalognate la delusione è evidente. - Father & Son
    Nonostante l'allegria che infondono le console alle spalle, quando si passa alle figurine e ad un mazzetto di bustine scalognate la delusione è evidente.
  • Mare, il dondolo è il giusto campo di battaglia. - Father & Son
    Mare, il dondolo è il giusto campo di battaglia.
  • Le cose si fanno complicate quando stai giocando e tuo padre deficiente ti pianta i piedi sulle spalle. - Father & Son
    Le cose si fanno complicate quando stai giocando e tuo padre deficiente ti pianta i piedi sulle spalle.
  • Ancor più difficile: il padre deficiente ti pianta un piede in testa. - Father & Son
    Ancor più difficile: il padre deficiente ti pianta un piede in testa.
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