di Lucio Bernesi, 7/7/2009
Recensione
Dalla scatola al PC, il passo è breve…
Maghi, guerrieri e draghi: un classico!
La Vecchia Scuola, quella fatta di idee e pura fantasia, torna ogni tanto a farsi viva, quasi a voler ricordare che le origini, il punto di partenza di tanti titoloni ultra premiati, sono da ritrovarsi in qualcosa che in molti spesso dimenticano. È il caso dei GdR vecchio stampo, quelli che si affiancarono al più gettonato Dungeons & Dragons, quelli che da semplice gioco da tavolo si sono poi trasformati in controparti virtuali dai successi importanti (come l’ottima serie di Baldur’s Gate). Ora, uno degli esempi cartacei riusciti meglio, viene tradotto e aggiornato per l’universo PC, riportando in auge quell’impostazione classica, senza rinunciare ai canonici update grafici richiesti dalla nuova generazione di giochi.
UN COPIONE GIà SCRITTO…
L’impatto con Drakensang sa di già visto: filmato introduttivo in computer grafica, una storia di draghi, guerrieri e maghi sullo sfondo e la classica sfilza di scelte iniziali legata alla creazione del nostro personaggio. In realtà, si tratta di opzioni molto limitate (soltanto sesso, razza e classe relativamente ad un cast composto da protagonisti già preconfezionati), quindi manca del tutto una personalizzazione completa che di solito caratterizza questo genere di titoli. Indossati i panni del nostro alter ego tutto coraggio e frasi ad effetto ci ritroviamo immersi nel mondo di Aventuria. Ma quell’impatto, apparentemente scontato, che potevamo intuire dagli ingredienti in gioco, si sviluppa poi una trama di tutto rispetto, dall’inizio piuttosto lento, ma dell’evoluzione inaspettata e coinvolgente, degna dei migliori romanzi fantasy presenti sul mercato.
DENTRO LA SCATOLA!
Spesso la trasposizione dalla scatola all’universo digitale rischia di far perdere l’essenza del gioco. Il pericolo è quello di smarrire gli elementi caratterizzanti di quell’universo, in favore di una struttura più orientata al mercato e maggiormente assimilabile dalla massa. Drakensang invece in questo suo passaggio rimane coerente alle caratteristiche che lo hanno delineato nel tempo. E un primo esempio ce lo fornisce l’impostazione dei combattimenti.
Nel momento in cui si sferra un attacco, infatti, non è necessario rincorrere una serie di click selvaggi, ma il gioco va “comodamente” in pausa e ci permette di fare le nostre scelte strategiche, tra l’uso di colpi brutali, magie e mosse speciali. Lo spirito del gioco da tavolo viene quindi mantenuto con un’impostazione che a molti potrà sembrare soporifera ma che per gli amanti della "Vecchia Scuola" avrà un sapore dolcissimo. Durante l’avventura abbiamo la possibilità di conoscere nuovi personaggi e di aggregarli al nostro party (per un massimo di tre), sempre con l’opzione di cambiare in corsa la configurazione del nostro gruppo adattandolo alle specifiche delle missioni da portare a termine.
LIVELLO SU LIVELLO
I punti esperienza fanno ancora una volta la loro comparsa quando si parla di crescita del personaggio, ma in questo caso solo collegati direttamente a quelli ribattezzati “avventura” che incidono sul massimale che un personaggio può raggiungere in termini di innalzamento di livello. Una variante che rende Drakensang un titolo in cui la gestione dei personaggi va tenuta attentamente sotto controllo se non si vuole rimanere impantanati in quest che, se affrontate superficialmente, possono risultare addirittura frustranti. Parlando invece del livello di dettaglio grafico, il titolo di Radon Labs ci è apparso discretamente curato, anche se i componenti del cast avrebbero potuto essere realizzati in maniera più convincente soprattutto per ciò che riguarda volti e originalità nel porsi all’interno della storia. Un po’ anonimi anche i personaggi non giocanti, troppo relegati al ruolo di comparse senza grandi pretese. La telecamera, poi, non ci convince del tutto, per una regia virtuale che avrebbe bisogno di una riveduta in termini di inquadrature e scelta negli stacchi.
Avevo giusto voglia di un rpg old school e mi ero orientato su sacred 2, ma ora esce fuori questo Drakensag che sembra essere un degno candidato