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Genere
Sparatutto
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
16+
Prezzo
59,90 Euro
Disponibile
24/9/2004

Call of Duty: La Grande Offensiva

Genere
Sparatutto
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
16+
Prezzo
59,90 Euro
Disponibile
24/9/2004
 
Call of Duty: La Grande Offensiva (PC)
Forum
Hardware Call of Duty: La Grande Offensiva
Abbiamo testato Call of Duty: La Grande Offensiva con un Athlon 2400 XP, 1 GB di RAM e una GeForce 5900 XT alla risoluzione di 1600x1200 pixel con tutti i dettagli grafici al massimo senza ottenere il minimo rallentamento. Per funzionare, l'espansione richiede però l'installazione di Call of Duty aggiornato alla versione 1.4 (la patch è inclusa sul primo disco del gioco).
Multiplayer Call of Duty: La Grande Offensiva
Le nuove modalità di gioco in multiplayer offerte da Call of Duty: La Grande Offensiva sono Domination, Capture The Flag e Base Assault, che vanno ad aggiungersi alle sei già presenti in Call of Duty. Sono presenti inoltre undici nuove mappe e tre nuovi veicoli da guidare, tra cui una jeep e un carro armato.
Lati Positivi Call of Duty: La Grande Offensiva
  • Incredibile realismo
  • Ottima intelligenza artificiale
  • Il motore di Quake 3 fa ancora il suo dovere
  • Sonoro da Oscar
  • Molto impegnativo
  • Sezione multiplayer completa
Lati Negativi Call of Duty: La Grande Offensiva
  • Nulla di nuovo rispetto a Call of Duty
  • Fin troppo difficile in alcuni tratti
  • Avremmo preferito un nuovo motore grafico

di Francesco Destri, 20/10/2004 
Recensione

Call of Duty: La Grande Offensiva

Pronti a rituffarvi nell'inferno di pallottole, sangue e urla strazianti allestito da Activision per il ritorno del suo sparatutto bellico preferito? Questa volta i nostri eroi dovranno sbaragliare le difese tedesche in Belgio, in Olanda, nella tristemente famosa battaglia di Kursk e persino nella nostra assolatissima Sicilia. Più facile a dirsi che a farsi!

Era pressappoco un anno fa quando il panorama degli sparatutto in prima persona fu scosso dall'avvento di Call of Duty, capolavoro targato Infinity Ward che, pur con forti debiti concettuali e visivi nei confronti della serie Medal of Honor, riuscì a riportare la spettacolarità e la drammacità della Seconda Guerra Mondiale come nessun altro shooter era mai riuscito a fare prima.
Il taglio cinematografico delle missioni, il realismo che si respirava negli scontri armati, l'ottima intelligenza artificiale e una pagina indimenticabile nella storia dei videogiochi come l'assedio di Stalingrado hanno catapultato Call of Duty nell'Olimpo dei grandi, non fosse altro che per le milioni di copie vendute e per il plauso unanime della critica.
Non c'è quindi da stupirsi se Activision, per ingannare l'attesa che ci separa dal secondo capitolo della serie, proponga nel primo "anniversario" del suo più grande bestseller a sfondo bellico una classica espansione come Call of Duty: La Grande Offensiva.

C'ERANO UN AMERICANO, UN INGLESE E UN RUSSO...

Le uniche aggiunte di rilievo rispetto a Call of Duty si limitano alla presenza di una nuovo tipo di movimento (lo scatto veloce per spostarsi da un riparo all'altro), di qualche nuova arma (tra cui un mitragliatore pesante utilizzabile solo se "fissato" a terra) e di alcune interessanti opzioni a livello multiplayer di cui però ci occupiamo nell'apposito box.
Ora infatti vogliamo concentrarci sul gioco in singolo, qui rappresentato da tredici nuove missioni in cui, nei panni di un soldato americano, britannico e russo, dovremo compiere azioni di sabotaggio, di difesa e di contrattacco sul fronte occidentale e orientale del teatro bellico europeo.
Come già successo in Call of Duty, anche in questo caso le attinenze con la serie televisiva Band of Brothers sono numerose, soprattutto nelle missioni "americane" che ricordano tantissimo, anche a livello visivo, l'ultima parte del telefilm con la disperata e valorosa difesa alleata del fronte franco-belga.
La sezione inglese è invece incentrata sull'attacco alle postazioni tedesche in Sicilia, mentre nei panni del soldato russo Yuri ci troveremo nel bel mezzo della battaglia di Kursk, dove le armate tedesche del feldmaresciallo Hans Günther von Kluge furono sbaragliate dalle divisioni corazzate sovietiche di Konstantin Rokossovskij e di Nikolaj Vatutin.

I DIAVOLI VOLANTI

A livello di gameplay nulla è cambiato rispetto a prima e anche l'interfaccia è rimasta la stessa, essenziale e precisa allo stesso tempo. Questo, tra le altre cose, significa anche un grado di realismo sempre molto accentuato e una ricostruzione storico-geografica rigorosa e a tratti maniacale.
Le stesse missioni sono rimaste ancorate al tipico mix di sabotaggio (nei panni del soldato inglese dovremo ad esempio distruggere un ponte su cui transita un treno tedesco), incursioni nelle linee nemiche, cecchinaggio, copertura dei nostri compagni, difesa del fronte fino all'arrivo dei rinforzi e così via.
Gli unici "sgarri" a questa formula sono rappresentati da due missioni un po' particolari; la prima si svolge all'interno di un bombardiere inglese (dovremo passare da una torretta all'altra e abbattere quanti più caccia nemici possibili), mentre la seconda ci vede alla guida di un carro armato russo in una grande offensiva campale contro le truppe corazzate tedesche.
Purtroppo, nonostante lo sforzo profuso dai ragazzi di Gray Matter per unire realismo e spettacolo cinematografico in un mix divertente ed esaltante, questi due frangenti sono risultati abbastanza sotto tono, non fosse altro che per una certa ripetitività di situazioni e per una difficoltà (è soprattutto il caso della missione nel tank) fin troppo bassa.
Tra l'altro è curioso sottolineare come quello della difficoltà elevata sia invece una caratteristica di tutti gli altri livelli. Sarà per la maggior vastità delle mappe o per situazioni al limite del caos (si veda l'attacco tedesco al fronte americano vicino a Foy), ma Call of Duty: La Grande Offensiva si è dimostrato un osso molto più duro del suo predecessore, tanto che per portare a termine tutte e tredici le missioni abbiamo impiegato circa nove ore, lasso di tempo rispettabilissimo per un'espansione e destinato a crescere ulteriormente all'aumento del livello di difficoltà.
Questo piccolo cambiamento, che farà felice chi non era rimasto del tutto soddisfatto dalla longevità di Call of Duty, non significa però che vi sia stato un incremento anche per quanto riguarda le dinamiche di gioco o l'intelligenza artificiale.

SCRIPT: CROCE E DELIZIA

Il gameplay presenta infatti gli stessi pregi e difetti di prima. Dei primi abbiamo già parlato, mentre i secondi, presenti comunque in minoranza, dipendono essenzialmente da quattro fattori. Innanzitutto si nota un'eccessiva centralità degli script nelle dinamiche di gioco; non solo si potrà proseguire nelle missioni solo dopo un determinato avvenimento (la distruzione di un tank, l'annientamento di un plotone nemico ecc.), ma nel caso in cui non riuscissimo a compiere l'obiettivo delle missioni, perchè rimasti con poca energia o perchè non sappiamo con esattezza dove sia l'hot-spot richiesto dal gioco, si assiste a comportamenti alquanto discutibili.
E' il caso, ad esempio, di tutti quei frangenti in cui se non piazzeremo un esplosivo o non distruggeremo un tank avversario con un bazooka, i nemici continueranno a materializzarsi all'infinito, sbucando da chissà dove e rimpiazzando in pochi secondi i compagni caduti.
Un simile comportamento non influisce negativamente solo sul realismo del gioco ma anche sulla libertà di azione, che in simili casi viene non poco sacrificata. Il secondo difetto si ricollega proprio a questa eccessiva linearità. La presenza così massiccia di script ha infatti reso difficile studiare un percorso alternativo per arrivare all'obiettivo prestabilito; addirittura non potremo saltare delle ridicole staccionate perchè non previsto dal gioco e gli sviluppatori hanno pensato bene di riempire di mine il terreno attorno al percorso principale proprio per obbligare il giocatore a seguire un'unica strada.
Il terzo limite riscontrato riguarda invece l'assenza di una vera e propria modalità cooperativa. E' vero che i nostri compagni ci aiutano con il fuoco di copertura e sono a dir poco fondamentali per avanzare nel gioco, ma non è prevista nessuna forma di interazione con essi nè per quanto riguarda i dialoghi nè per impartire anche un solo e semplice comando.
Si ha così la sensazione di giocare accanto ad automi sicuramente "intelligenti" (a parte qualche fastidioso difetto di collisione) ma privi di umanità o di spessore psicologico, tutto il contrario ad esempio di quanto promesso dall'imminente Brothers in Arms, che farà dell'interazione con i commilitoni un elemento fondamentale del gameplay.
Quarta e ultima pecca di Call of Duty: La Grande Offensiva è un andamento abbastanza risaputo. Se infatti escludiamo le due missioni "speciali" descritte in precedenza, ci si limita di solito ad avvicinarsi a un villaggio o a una postazione nemica, neutralizzare la solita mitragliatrice pesante, occupare il luogo, aspettare che i tedeschi tornino con i rinforzi, cercare un bazooka e infine distruggere uno o più carri armati. Non che in simili situazioni si possa fare molto altro, ma avremmo preferito qualche guizzo in più o qualche trovata più originale sul versante della narrazione e della congettura degli eventi.

UN SONORO DA OSCAR

A parte queste piccole magagne siamo però di fronte a un'espansione in grado di regalare molte ore di divertimento e di autentica immersione bellica. Gli sviluppatori inoltre hanno pensato bene di citare altri campioni del genere come Far Cry (l'inseguimento con i motoscafi sulle coste siciliane) e Iron Storm (le trincee con cui si apre la campagna sovietica), rendendo l'esperienza di gioco assolutamente realistica e cinematografica come solo Call of Duty è riuscito a fare fino ad oggi.
Il merito di tutto ciò va anche al comparto grafico, forse non appariscente come gli FPS di ultimissima generazione (l'engine è ancora quello di Quake III) ma in grado di fornire prelibatezze visive di indubbia caratura.
Ci riferiamo soprattutto alle esplosioni, al fumo che costella i campi di battaglia e a tutte quelle trovate sceniche (gli schizzi della neve nelle prime missioni, la ricostruzione del paesino siciliano, le splendide sfumature cromatiche del cielo nella missione a bordo del bombardiere) che rendono l'esperienza visiva appagante anche se non ai livelli di un Doom III o di un Far Cry soprattutto per quanto riguarda alcuni dettagli (i volti soprattutto) e il numero di poligoni in campo. Va inoltre detto che le risorse hardware necessarie a far girare il gioco con tutti i dettagli grafici al massimo sono rimaste quelle di Call of Duty, il che non rende necessario un PC particolarmente pompato.
Se quindi la grafica è di buon livello ma senza far gridare al miracolo, il sonoro è una vera delizia (e "tortura") per le orecchie. Effetti direzionali prodigiosi, esplosioni degne di un kolossal hollywoodiano, ottimo doppiaggio, rumori di veicoli ultrarealistici e un coinvolgimento che ha poco da invidiare a una traccia audio multicanale forniscono un'esperienza indimenticabile per chi ama la potenza e l'impatto uniti a una grandissima attenzione ai particolari.
Descritto così, Call of Duty: La Grande Offensiva, più che un videogioco, sembra un film bellico, ma l'obiettivo di Activision e Gray Matter era proprio quello di superare le barriere prettamente videoludiche per aprirsi a stilemi cinematografici.
Il risultato non convince ancora del tutto, ma in fondo stiamo parlando di una semplice espansione, con tutti i limiti che di solito ciò comporta a livello strutturale. Intanto per il secondo capitolo "ufficiale" bisognerà aspettare ancora a lungo, ma nell'attesa godetevi queste nuove missioni...non ve ne pentirete.
Commento
Se dovessimo giudicare Call of Duty: La Grande Offensiva per la quantità di modifiche apportate a livello di gameplay rispetto al capitolo originale di un anno fa, il voto finale sarebbe drammaticamente basso. Le uniche novità si limitano infatti a qualche arma in più, a una nuova "mossa" (lo scatto veloce in corsa) e a un livello interamente ambientato su un bombardiere inglese. Trattandosi però di un'espansione, anche i criteri di valutazione devono essere diversi dal solito. Per questo non possiamo che applaudire in toto alla nuova fatica di Gray Matter, che ha avuto il merito di riproporre gli elementi vincenti di Call of Duty (realismo, accuratezza storica, spessore tattico) in una dimensione ancor più vasta e cinematografica. Mancano forse quel guizzo capace di fare la differenza (l'equivalente, insomma, dell'assedio di Stalingrado di Call of Duty) e un approccio cooperativo più profondo e "interattivo" rispetto a prima, ma il livello di difficoltà si è fatto ancora più elevato e le mappe di gioco più vaste e dettagliate. Anche la sezione dedicata al multiplayer presenta aggiunte di un certo rilievo e lo stesso comparto grafico, nonostante una somiglianza pressoché identica al primo episodio, offre qualche "ricamo" estetico tutt'altro che secondario. Ne risulta un'espansione che consigliamo caldamente a chi è rimasto entusiasta di Call of Duty ma che non aggiunge granché a una formula comunque già vincente e unica nel suo genere.
Screenshot Call of Duty: La Grande Offensiva
  • La parte ambientata nelle trincee è un chiaro omaggio a Iron Storm - Call of Duty: La Grande Offensiva
    La parte ambientata nelle trincee è un chiaro omaggio a Iron Storm
  • L'effetto del lanciafiamme è estremamente realistico - Call of Duty: La Grande Offensiva
    L'effetto del lanciafiamme è estremamente realistico
  • Non sarà per nulla semplice colpirli a questa velocità - Call of Duty: La Grande Offensiva
    Non sarà per nulla semplice colpirli a questa velocità
  • Tra i miglioramenti grafici spiccano le esplosioni - Call of Duty: La Grande Offensiva
    Tra i miglioramenti grafici spiccano le esplosioni
  • Passare indenni in mezzo a questo inferno sarà un miracolo - Call of Duty: La Grande Offensiva
    Passare indenni in mezzo a questo inferno sarà un miracolo
  • Per lo meno abbiamo aumentato la potenza di fuoco - Call of Duty: La Grande Offensiva
    Per lo meno abbiamo aumentato la potenza di fuoco
  • Uno dei cieli più realistici mai visti in un videogioco - Call of Duty: La Grande Offensiva
    Uno dei cieli più realistici mai visti in un videogioco
  • Le capanne di fieno sono un omaggio a Band Of Brothers - Call of Duty: La Grande Offensiva
    Le capanne di fieno sono un omaggio a Band Of Brothers
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