Il terzo capitolo dello sparatutto bellico di Gearbox Software traghetta la serie verso la nuova generazione di console, promettendo un realismo estetico ai massimi livelli e riproponendo i protagonisti dei precedenti episodi, Matt Baker e Joe Hartsock. Oltre al nuovo scenario single-player è ovviamente previsto ampio supporto per il multiplayer online.
Il terzo capitolo dello sparatutto bellico di Gearbox Software traghetta la serie verso la nuova generazione di console, promettendo un realismo estetico ai massimi livelli e riproponendo i protagonisti dei precedenti episodi, Matt Baker e Joe Hartsock. Oltre al nuovo scenario single-player è ovviamente previsto ampio supporto per il multiplayer online.
Il terzo capitolo dello sparatutto bellico di Gearbox Software traghetta la serie verso la nuova generazione di console, promettendo un realismo estetico ai massimi livelli e riproponendo i protagonisti dei precedenti episodi, Matt Baker e Joe Hartsock. Oltre al nuovo scenario single-player è ovviamente previsto ampio supporto per il multiplayer online.
Per giocare a Brothers in Arms: Hell's Highway nell'edizione Xbox 360 qui provata e recensita è richiesta una console Xbox 360 e un controller compatibile oltre a una periferica di memorizzazione (disco fisso o Memory Unit) per conservare i salvataggi. Il gioco è disponibile anche per PlayStation 3 e dal 3 ottobre 2008 lo sarà anche per PC.
Fino a venti giocatori possono prendere parte alla stessa battaglia nell'unica modalità multigiocatore via Internet che mette di fronte due schieramenti per il controllo del territorio. Per giocare online (su Xbox 360) è richiesto come sempre un abbonamento Xbox Live di tipo Gold (a pagamento).
Malgrado fosse ispirata (non ufficialmente, sia chiaro) al telefilm Band of Brothers, la serie Brothers in Arms non aveva toccato certi tasti "sensibili" che invece l'acclamato serial era riuscito a presentare perfettamente sul piccolo schermo.
Questo fino ai due episodi apparsi nella passata generazione di console, perché il terzo qui presente si spoglia della t-shirt con scritto "politically correct" e spinge l'acceleratore su dettagli come sangue, frattaglie e violenza realistica dei combattimenti.
Olanda, 1944: proviamo a ribaltare le sorti del conflitto
A questo fattore si accompagna una ancor più marcata componente "cinematografica", senza dubbio resa possibile dalla maggiore potenza messa a disposizione dagli hardware HD moderni. Infatti, praticamente ogni filmato (e ce se sono tanti) è costruito interamente col motore grafico del gioco, tra l'altro lo stesso Unreal Engine 3 che muove gran parte degli sparatutto più recenti. Non si tratta soltanto di dialoghi tra le nostre truppe, ma anche di scene in cui vengono mostrate decine di mezzi su schermo, edifici in fiamme e personaggi, con una regia che calca la mano sui primi piani e le scene più violente, tema-chiave di questo terzo capitolo.
Il coinvolgimento nella sceneggiatura è quindi valorizzato da più intermezzi di maggiore qualità estetica ed emotiva, soprattutto nel continuo richiamo ai valori "nobili" della guerra, al patriottismo e naturalmente ai temi più cari per l'esercito USA, in quanto titolo mirato direttamente al pubblico americano prima che occidentale.
Ritrovando i soldati della storica divisione Centounesima Aviostrasportata, dovremo partecipare all'operazione Market Garden sul fronte europeo-olandese, una parte del conflitto ricordata soprattutto per le ingenti perdite accusate dagli alleati.
Sin dalle fasi iniziali, il gioco non fa nulla per nascondere il carattere tragico delle situazioni, mostrando morti e feriti in quantità nelle nostre fila e tutte le conseguenze meno "pubblicizzate" della battaglia: dallo sterminio dei civili alla depressione e disperazione dei soldati stessi.
un cielo azzurro, ma pieno di alianti ed esplosioni
Quanto appena descritto si scontra con alcuni aspetti "da videogame" inseriti per ovvie necessità di gameplay che però snaturano il coinvolgimento e il realismo generale del titolo. Sono chiari esempi l'energia ricaricabile in stile Halo o Gears of War (basta restare al riparo e si guarisce; strano per l'epoca...), i colpi infiniti di alcuni pezzi d'artiglieria, il continuo rifornimento di commilitoni se i compagni originali cadono in combattimento e altro ancora.
Si ha l'impressione che Gearbox o Ubisoft, o entrambe, abbiano tirato il freno a mano proprio quando il mezzo era ben avviato verso il traguardo, ottenendo un risultato a metà tra il documentario e il "filmone" tutto esplosioni e urla.
Queste ultime sono, come tutto il gioco, in ottimo italiano ed è generalmente notevole il lavoro di localizzazione svolto sul gioco. Parliamo anche dei testi descrittivi per la situazione rappresentata: intere schede sullo stile delle enciclopedie che, con foto dell'epoca, spiegano cosa successe realmente.
L'ambientazione e il contesto rappresentati sono, in linea generale, molto ben ricostruiti sia nel motore grafico, sia nella struttura "di contorno" al gioco, non fosse per il design dei personaggi e una scelta di colori simil-fumetto che abbassa di qualche tacca il realismo complessivo. Impressiona, comunque, vedere certe scene in un titolo sulla Seconda Guerra Mondiale, ambientazione che pochi film, e ancor meno videogame, hanno saputo mostrare con la crudezza che merita.
la storia non è esattamente ricca di pathos ed emozioni come mi aspettavo...de-merito del doppiaggio poco ispirato? o delle cut-scenes tecnicamente a tratti imbarazzanti?
per non parlare dei frequenti e fastidiosi bug nell'intelligenza artificiale amica, tu gli dici di posizionarsi in un punto e sparare e questi manco ti ascoltano, per fare un piccolo esempio...e mi capita spesso...
boh, son partito gasato con sto brother ma, arrivato all'inizio del capitolo 8, lo sto un pò rivalutando in negativo...
Meno D Zero ha scritto:
la storia non è esattamente ricca di pathos ed emozioni come mi aspettavo...de-merito del doppiaggio poco ispirato? o delle cut-scenes tecnicamente a tratti imbarazzanti?
per non parlare dei frequenti e fastidiosi bug nell'intelligenza artificiale amica, tu gli dici di posizionarsi in un punto e sparare e questi manco ti ascoltano, per fare un piccolo esempio...e mi capita spesso...
boh, son partito gasato con sto brother ma, arrivato all'inizio del capitolo 8, lo sto un pò rivalutando in negativo...
vero, ma il peggio è quando gli dici di spostarsi e NONOSTANTE davanti a loro ci siano vari soldati nemici con mitra, bazooka, carri armati, petauri e chi più ne a più ne metta, loro ci passano davanti e si fanno falciare come maiali afgani.
cmqe ieri sera, a tratti ho avuto un pò di paura, nel capitolo 7, all'interno
dell'ospedale psichiatrico...con le apparizione, le sedie a rotelle che si muovono e i rumori vari, per un attimo mi è sembrato di giocare a fear o giù di lì...brrrr...
prendero' Pure va...