PC PS2 PS3 X360 Wii
PSP NDS ARC MOB VARI
Genere
Sparatutto
Lingua
Testi in italiano
PEGI
16+
Prezzo
800 Punti Microsoft
Disponibile
16/12/2009
Alien Breed Evolution (X360)
Forum
In breve Alien Breed Evolution

Remake di uno sparatutto tra i più amati su computer Amiga all'inizio degli anni'90. Come indica il nome, ambientazione e stile di gioco si rifanno alla serie cinematografica Alien, mettendoci da soli contro un intero esercito di Xenomorfi.

Genere
Sparatutto
Lingua
Testi in italiano
PEGI
16+
Prezzo
ND
Disponibile
16/12/2009
Alien Breed Evolution (PS3)
Forum
In breve Alien Breed Evolution

Remake di uno sparatutto tra i più amati su computer Amiga all'inizio degli anni'90. Come indica il nome, ambientazione e stile di gioco si rifanno alla serie cinematografica Alien, mettendoci da soli contro un intero esercito di Xenomorfi.

Genere
Sparatutto
Lingua
Testi in italiano
PEGI
16+
Prezzo
ND
Disponibile
16/12/2009
Alien Breed Evolution (PC)
Forum
In breve Alien Breed Evolution

Remake di uno sparatutto tra i più amati su computer Amiga all'inizio degli anni'90. Come indica il nome, ambientazione e stile di gioco si rifanno alla serie cinematografica Alien, mettendoci da soli contro un intero esercito di Xenomorfi.

Alien Breed Evolution

Genere
Sparatutto
Lingua
Testi in italiano
PEGI
16+
Prezzo
800 Punti Microsoft
Disponibile
16/12/2009
 

di Simone Soletta, 29/3/2009 
Anteprima - Hands On

A tu per tu con l'alieno

Torna uno dei giochi più amati degli anni ’90!

NOTA: non sono ancora disponibili immagini del gioco.
Per molti di noi semplicemente pensare ad Alien Breed significa fare un tuffo in un meraviglioso passato. Un tempo fatto di home computer collegati al televisore, su cui alcuni geniali programmatori sapevano far muovere giochi semplicemente eccezionali. Tra i team che più di tutti sapevano "andare sul metallo" e tirar fuori ogni bit dall'architettura dell'home computer per eccellenza (parliamo di Amiga, e di chi se no?), spiccava certamente Team 17. Ogni loro gioco poteva essere acquistato a scatola chiusa, con la certezza di trovarsi di fronte a un prodotto di qualità irreprensibile.
Negli ultimi anni, il team inglese si è dedicato a lavori "per conto terzi", continuando a sviluppare su tantissime piattaforme uno dei suoi giochi più apprezzati, Worms (che vedrà presto una nuova versione di Worms 2: Armageddon su Xbox Live Arcade); oggi, grazie alle opportunità aperte dalla piattaforma Digital Delivery, Team 17 è in grado di tornare ad auto-prodursi e a realizzare così giochi in piena libertà.

quanto mi sei mancato!

Il primo lo abbiamo incontrato oggi, in una stanzetta all'interno della Games Connection, manifestazione "parallela" alla Games Developer Conference 2009. A fare gli onori di casa, nientemeno che Martyn Brown, lo storico direttore dello studio inglese, insieme al Design Manager John Dennis. Dobbiamo dirlo subito: ritrovarsi di fronte a un nuovo Alien Breed è un'esperienza da emozione pura, tanti sono i ricordi che questo fantastico gioco porta alla memoria, e dispiace quasi per i più giovani tra i nostri lettori che non hanno potuto godere appieno della splendida "età del videogioco" che titoli come questo rappresentano in pieno.
Alien Breed è stato ricostruito attorno a tutto quello di buono era stato creato al tempo: a muovere il gioco troviamo l'Unreal Engine 3, una scelta che ha consentito al Team 17 di basarsi su un sistema di provata affidabilità e di concentrarsi così sui contenuti e sugli aspetti più strettamente ludici del gioco, evitando il lungo processo di gestazione di un motore completo, fuori portata ormai per un team così ristretto.
Quello che ci si trova di fronte è quindi un gioco inquadrato dalla classica telecamera "a volo d’uccello", pronta a inquadrare la base in cui i protagonisti del gioco devono avanzare. Grazie all'Unreal Engine 3 è stato possibile creare un sistema di illuminazione davvero ispirato, capace di miscelare con grande efficacia le zone buie e quelle – scarse – illuminate dalle poche fonti di luce presenti nei livelli o dai fasci delle torce in dotazione ai personaggi. Proprio l'alternanza tra buio e luce è una delle parti fondanti dell'esperienza di gioco: in ogni angolo buio si possono nascondere alieni (oltre venti varietà diverse) che, comunque, non si fanno grossi problemi nemmeno ad attaccare in piena luce. Il fatto è che, come era lecito attendersi, gli alieni sono tanti, tantissimi e sostanzialmente piuttosto cattivi.
Sebbene siano stati previsti tre livelli di difficoltà, già a quello predefinito abbiamo avuto qualche problema a entrare nel "ritmo" del gioco e ad abituarci al sistema di controllo studiato per questa nuova uscita.

pad in mano: attenti alieni!

Alien Breed offrirà una modalità per giocatore singolo narrata attraverso una trama che darà coerenza all'avventura e contestualizzerà gli eventi proposti dal gioco. Preso in mano il joypad ci troviamo di fronte a un setup di comandi che necessita di qualche momento per essere domato, giacché per muovere efficacemente il nostro alter-ego digitale dovremo necessariamente utilizzare ambedue gli stick analogici. Il movimento di base si effettua con quello sinistro, mentre lo stick destro orienta con maggiore precisione il personaggio quando si tratta di sparare, un po' come se si controllasse la navetta di Geometry Wars, per intenderci.
I tasti frontali controllano l'interazione con l'ambiente circostante (A) e la selezione ciclica di armi (B) e oggetti (X); è infatti molto importante raccogliere armi e munizioni in giro per i livelli, anche perquisendo i cadaveri mantenendo premuto il tasto A. Con lo stesso tasto si interagisce con gli interruttori e i comandi sparsi per il livello, che rappresentano minimi elementi di puzzle all'interno di quella che, in sostanza, è e resta un'avventura-sparatutto da vivere in totale balia dell'adrenalina.
Il fuoco è deputato al grilletto destro, mentre con il grilletto sinistro si utilizzano gli oggetti raccolti, che quindi restano nell'inventario e non devono, come nel caso dei medikit, essere utilizzati immediatamente.
Il fatto che si possa scegliere tra diversi oggetti, anche se noi abbiamo potuto usare solo i medikit, fa pensare a una dotazione non banale; di certo quello che soddisfa già da questa prima esperienza è l'arsenale: a una pistola tutto sommato un po' asfittica si aggiungono presto un mitragliatore d'assalto molto più efficace, un fucile a pompa bello cattivo, un "railgun" lento ma capace di eliminare gli alieni con un solo colpo e... il lanciafiamme. Raccoglierlo è già motivo di godimento, usarlo è un delirio di onnipotenza totale, al punto che - essendo attivo il frendly fire - si finisce costantemente per appiccare il fuoco anche al compagno, giocando in modalità cooperativa!

Crescendo s'impara

Il tutto funziona molto bene, anche se serve qualche istante per abituarsi al sistema di movimento: basta poco, però, per raggiungere una coordinazione cervello-piombo semplicemente perfetta e cominciare a devastare le orde di alieni che attaccano il protagonista.
Di fatto, anche la necessità di ricercare armi e munizioni addosso ai caduti, azione che comporta il caricamento di una barra di ricerca, rende il gioco più adrenalinico perché capita, e nemmeno troppo di rado, che le munizioni finiscano e ci si ritrovi con una pistola efficace come una cerbottana di fronte alle orde aliene.
Il livello provato, quello che sarà proposto nella demo scaricabile da Xbox Live Arcade, mostrava una difficoltà particolarmente permissiva, ed è proprio Martyn a spiegarci che "un tempo facevamo i giochi per noi stessi. Quando andavano bene per noi, li pubblicavamo convinti che andassero bene per tutti, ma non era così. Ora siamo cresciuti, maturati se vogliamo, e abbiamo capito che molti giocatori non vogliono impazzire giocando, vogliono qualcosa che permetta loro di prendere il pad in mano e vivere un'esperienza di gioco agevole. Per questo abbiamo tarato il gioco su tre livelli di difficoltà, in modo che sia adattabile a ogni tipo di giocatore".

le opportunità del "DLC"

In conclusione, è fondamentale sottolineare l'importanza della nuova piattaforma di distribuzione digitale per un progetto come questo. Come vedremo nei prossimi giorni, quando pubblicheremo la nostra intervista con Martyn Brown, è proprio questo nuovo canale a rendere possibile, per uno sviluppatore medio-piccolo, saltare la fase di produzione per realizzare giochi da distribuire "quando saranno pronti". Di fatto, confida Martyn, tramite la distribuzione digitale "i giochi costano meno al pubblico, costano meno allo sviluppatore e i ricarichi sono più interessanti". Si salta del tutto la problematica della stampa e della distribuzione, la gestione di magazzini e negozianti, di copie invendute e di resi, "è un canale diretto con cui raggiungiamo direttamente i giocatori in modo più efficiente, dando loro un rapporto qualità/prezzo decisamente più importante" - dice Martyn.
Per titoli di questa qualità di certo non ci saranno problemi: Alien Breed è uno di quei giochi che si presta alla perfezione a questo genere di distribuzione, e ovviamente Team 17 non si ferma qui. Sono molti a chiedere remake di vecchi giochi come Superfrog, per esempio, ma Martyn confida che presto potremmo sentir parlare di nuove idee e nuovi franchise da parte del team di sviluppo inglese. Da parte nostra, non vediamo l'ora.
Commenti Alien Breed Evolution
  • 29 marzo 2009, 15:24
    Commento di Kit Fisto

    Kit Fisto
    Che bello!
    I tempi d'oro degli home computer... che ricordi. Alien Breed ricordo che lo recuperai più tardi, ma altri giochi Team 17 come Worms o Superfrog li avevo frustati fino all'inverosimile.

    Sono proprio curioso di vedere, provare, giocare questo nuovo Alien Breed. :)

  • 30 marzo 2009, 10:29
    Commento di Zendo

    Zendo
    Letta l'anteprima davvero succulenta e nostalgica allo stesso tempo(peccato per l'assenza di foto)...una curiosità...c'era bisogno di adottare l'UE per questo tipo di gioco con inquadratura a volo d'uccello?com' è graficamente in gioco?io ho ancora negli occhi la splendida versione amiga e non so con quell'inquadratura quanto potrebbero fare di meglio...
    Contento poi che la sh stia per tirare fuori brand nuovi...

  • 30 marzo 2009, 11:06
    Commento di cbm-amiga

    cbm-amiga
    Zendo ha scritto:
    Letta l'anteprima davvero succulenta e nostalgica allo stesso tempo(peccato per l'assenza di foto)...una curiosità...c'era bisogno di adottare l'UE per questo tipo di gioco con inquadratura a volo d'uccello?com' è graficamente in gioco?io ho ancora negli occhi la splendida versione amiga e non so con quell'inquadratura quanto potrebbero fare di meglio...
    Contento poi che la sh stia per tirare fuori brand nuovi...
     Come potrei non quotarti? :'(

  • 30 marzo 2009, 11:09
    Commento di cbm-amiga

    cbm-amiga
    Kit Fisto ha scritto:
    Che bello!
    I tempi d'oro degli home computer... che ricordi
    . Alien Breed ricordo che lo recuperai più tardi, ma altri giochi Team 17 come Worms o Superfrog li avevo frustati fino all'inverosimile.

    Sono proprio curioso di vedere, provare, giocare questo nuovo Alien Breed. :)
     Anche questo, devo quotarlo per forza! :'(

  • 30 marzo 2009, 11:11
    Commento di Zendo

    Zendo
    cbm-amiga ha scritto:
    Come potrei non quotarti? :'(
      :*

    azzo se il gioco era però dannatamernte difficile(per non parlare del seguito)...

  • 30 marzo 2009, 15:26
    Commento di cbm-amiga

    cbm-amiga
    Zendo ha scritto:
    :*

    azzo se il gioco era però dannatamernte difficile(per non parlare del seguito)...
     Anche troppo difficile |-[
     Tu sei riuscito a terminarlo?

  • 30 marzo 2009, 15:45
    Commento di Zendo

    Zendo
    cbm-amiga ha scritto:
    Anche troppo difficile |-[
     Tu sei riuscito a terminarlo?
      ...macchè,non duravo piu'di 10'-15'....:X

  • 30 marzo 2009, 15:53
    Commento di cbm-amiga

    cbm-amiga
    Zendo ha scritto:
    ...macchè,non duravo piu'di 10'-15'....:X
       Bene, allora non sono l'unico...:P

    Io comunque duravo anche meno...:*)

    Gran bel gioco, ma dal mio punto di vista assurdo come difficoltà...

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